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Fulmine, il cane col fazzoletto rosso dei partigiani

Gianna Lai - ANPI Cagliari

Fulmine, un cane coraggioso

Oggi 22 Maggio - Istituto Comprensivo Colombo

Parliamo di Costituzione italiana
incontro con Anna Sarfatti

Teatro del Cocomero: Fulmine il cane coraggioso
di Rahul Bernardelli

Parla in prima persona Fulmine, e costruisce una storia in forma di poesia, dichiarandosi subito cane attempato, libero, senza padroni, fedele solo a Nico. E tirando in ballo subito il giovane lettore, a cui il libro è destinato, perché possa riconoscerlo in una ipotetica foto, che ritrae un gruppo di partigiani. Fulmine un cane coraggioso. La Resistenza raccontata ai bambini, Mondadori, di Anna e Michele Sarfatti, 2011. E la storia inizia con un’esplosione e un incendio e la gente che fugge dalle violenze dei fascisti e dei nazisti, e Franco e Rita, e Piero e Aldo, il ‘ribelle’ sui monti. Che Nico deve subito avvertire, non deve tornare a casa. Disobbedendo, Fulmine vuole raggiungerlo attraverso il bosco, impaurito come tutti i combattenti, come tutti col pensiero rivolto ad una cara amica, per Fulmine Lara, la cagnetta della fontana. E’ la storia di un’azione partigiana e di un cane staffetta che capta le informazioni destinate ai partigiani, e fa da palo, il fazzoletto rosso dei garibaldini al collo, impara persino a riconoscere le spie. Perché gli uomini si fidano di lui, dialogando con grande convinzione per impegnarlo nella lotta, Quelli della Banda dei liberi mai vinti, studenti contadini e artigiani che pensano al futuro dell’Italia, e Gina, Klaus, Bruno, Mitra e Maggio e Spartaco, e ancora Bruno e tutti gli altri. La coralità di un popolo in movimento per la liberazione del Paese, nel racconto avvincente di Fulmine che, con sentimento quasi infantile, vive e comprende il mondo oppresso dei villaggi assaliti dalla violenza della guerra, per spingersi fino in fondo nella crudele avventura della montagna ‘non è facile fare il partigiano!\ Ma io che conosco il mio mestiere\ controllo e fiuto in ogni direzione:\tutto è tranquillo, non c’è nulla da temere,\ il piano sta andando a perfezione!’ La poesia di Anna attraversa leggera quella descrizione fantastica, resa ancora straordinaria dai rischi, dai pericoli del tutto imprevedibili, dentro i quali il ritmo del racconto ci trascina, ora nella sospensione della notte di Nico, che va incontro al suo destino, ora nell’azione che precipita gli eventi e non lascia tregua, può non lasciare scampo. Un mondo affascinante si apre al bambino attraverso gli occhi amorosi e intelligenti di Fulmine, la poesia si libera spontanea, a intrecciare i piani diversi del racconto, dentro i casolari della montagna, dove si è persa ormai del tutto ogni forma di sicurezza, e fuori, nella ripidità del terreno, attraversando i fiume e poi sotto la neve, dove si incontrano tante donne e tanti uomini in armi, che infondono fiducia, pronti a combattere per la libertà. E dà valore la poesia alla semplicità del pensiero di fulmine che racconta, mutuando spesso il parlare degli adulti, ‘la guerra è guerra e semina sventura,\ colpisce chi la vuole e chi si oppone,\… per il senso di una ingiustizia profonda che non può certo lasciare neppure Fulmine indifferente.
Si diffonde la poesia e si propaga attraverso le immagini di Giulia Orecchia, il mondo visto ‘a misura di cane’, dall’altezza del suo sguardo, basso, l’altezza di un bambino se vogliamo. La sua zampa fasciata come il piede del partigiano ferito, tutte quelle mani che si avvicinano per accarezzarlo e fargli festa dopo l’azione, la sua attesa finale, paziente, accanto alla fontana. E di quella stessa poesia sembrano avvalersi i testi che arricchiscono questa bella narrazione, scelti nella letteratura della Resistenza, Il partigiano Jonny e quella lettera finale di Franco, 13 anni, e il canto di Bella ciao, ancora oggi il più conosciuto e diffuso. Si può raccontare la Resistenza ai bambini, accanto alle storie di Fulmine, gli ‘Appunti’ di Michele ne mettono in risalto il significato, narrando di fascismo e di antifascismo, di guerra e di liberazione. Di fonti alle quali attingere, ‘per saperne di più’.

Fonte: Democrazia Oggi


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