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Prestiti crescono le sofferenze

Il quadro che emerge dall’ultimo bollettino della Banca d’Italia, smentisce in modo quasi sfacciato le ottimistiche previsioni offerte dalla stessa Abi che, a Novembre, aveva sottolineato che la contrazione dell’erogazione dei prestiti era tornata ormai in campo positivo, senza tuttavia specificare la questione legata alle sofferenze bancarie, e soprattutto che in larga parte i finanziamenti ‘più concessi’ rientravano nella categoria della cessione quinto della pensione.

Dati, questi, da non sottovalutare, in quanto la cessione del quinto rappresenta una tipologia di prestito che non è orientata all’incremento dei consumi, quanto ad offrire una risposta rapida a squilibri di tipo finanziario. La situazione quindi permane non rosea, con le sofferenze bancarie che sono leggermente scese, da poco più del 19% a 18,4% su base annua. Ma il dato non è epurato dalla presenza di moratorie attive, che si sono susseguite con una certa costanza nell’ultimo biennio.

Quello che è chiaro è che comunque le aziende e le famiglie fanno fatica a sostenere il peso dei debiti, e che quindi la tanto acclamata riforma del sistema creditizio, che dovrebbe partire da un sistema di moratoria strutturale e non occasionale, è diventata ormai essenziale. E per quanto riguarda le difficoltà delle banche nel recuperare circa 180 miliardi di euro di crediti in sofferenza, ci sarebbe già un disegno di legge che vorrebbe lo stato come garante e la Bce come acquirente di 50 miliardi di queste sofferenze cartolarizzate.

Ma quali i benefici per i privati (famiglie o aziende)? Solo la possibilità di potersi rivolgere a un sistema bancario quanto più possibile “sano” e meglio disposto a riaprire le porte ai clienti per l’erogazione di finanziamenti, a tassi che, nel futuro, si faranno comunque meno convenienti. Infatti nel 2014 è stata arrestata la caduta del volume di finanziamenti concessi su base annua, ma nel frattempo la media dei tassi di interesse è leggermente cresciuta, con un trend che dovrebbe proseguire in salita nel prossimo anno.

Il quadro che emerge dall’ultimo bollettino della Banca d’Italia, smentisce in modo quasi

sfacciato le ottimistiche previsioni offerte dalla stessa Abi che, a Novembre, aveva sottolineato

che la contrazione dell’erogazione dei prestiti era tornata ormai in campo positivo, senza

tuttavia specificare la questione legata alle sofferenze bancarie, e soprattutto che in larga parte i

finanziamenti ‘più concessi’ rientravano nella categoria della cessione quinto della pensione." 


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