Ospedale di Bosa: “Siamo pronti a rivolgerci alla magistratura”

Ospedale di Bosa: “Siamo pronti a rivolgerci  alla magistratura”
Il sindaco Casula contesta la sospensione del servizio di rianimazione nelle ore notturne

Pier Franco Casula

“Non avremo alcuna remora a rivolgerci ad uno studio legale per tutelare gli interessi della comunità dal punto di vista sanitario”. Lo ha detto il sindaco di Bosa, Pier Franco Casula, all’indomani della sospensione del servizio di rianimazione nelle ore notturne all’ospedale “Mastino”.

“La situazione non è facile, ma si sta cercando di fare tutto il possibile, e anche di più, per rimediare ai guasti degli ultimi anni e di questo momento particolare. Nessuno sconto”, continua il sindaco, condividendo la posizione assunta ieri dal consigliere regionale Alfonso Marras, che ha presentato una interrogazione per chiedere l’intervento del presidente Solinas.

“Pur comprendendo le difficoltà complessive della Sanità conseguenti all’emergenza in corso e all’inizio della stagione estiva, non si comprende come mai, nonostante il livello regionale abbia ribadito che l’ospedale di Bosa debba avere un Pronto soccorso di zona disagiata (con tutti i servizi ad esso connessi), ogni giorno c’è da parte della Assl di riferimento un provvedimento che va in direzione opposta”, continua il sindaco di Bosa.

“Un giorno si chiede di spostare gli anestesisti a Oristano e, contestualmente, il Pronto soccorso diventa un punto di primo intervento. Il giorno dopo nasce il problema di garantire il numero di medici internisti, necessari per garantire la copertura su 24 ore nel reparto di medicina. Il giorno dopo comunicano che a partire dal 15 luglio chiuderà il Laboratorio analisi (rimarrà solo un punto prelievi) e il personale sarà trasferito ad Oristano”.

“Problemi anche nel 118”, denuncia Pier Franco Casula. “Insomma, un attacco a tutto tondo che non intendiamo subire e a cui intendiamo opporci con tutte le nostre forze. Se sarà il caso anche verificando, attraverso un ricorso alla magistratura, la legittimità degli atti”.

“Confidiamo comunque che il lavoro del nostro rappresentante in Regione raggiunga gli obiettivi minimi, per adesso, per evitare la chiusura, e che l’ATS riesca ad affrontare e superare le difficoltà connesse al reperimento dei medici necessari ad evitarla”, conclude Casula. “Siamo in stretto contatto con il presidente dell’Unione dei Comuni, pronti a convocare i Consigli in seduta straordinaria per far fronte unitario. Mettiamo al bando le sterili e inutili polemiche, non interessa mettere bandierine al petto, dire di averlo detto per primi o altro ancora. Oggi serve solo unità di intenti e la volontà di difendere con tutti i mezzi a disposizione il nostro ospedale”.

Martedì, 7 luglio 2020

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Fonte: Link Oristano

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