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Servizi di emergenza sulle 24 ore, l’ospedale di Bosa è salvo

Servizi di emergenza sulle 24 ore, l’ospedale di Bosa è salvo
Il Commissario dell’Ats, Steri: “È un presidio di base in zona disagiata”

L’ospedale di Bosa

L’ospedale di Bosa non vedrà il Pronto soccorso ridotto a “punto di primo intervento”. Lo ha assicurato il commissario straordinario dell’ATS, Giorgio Steri: poiché “il Presidio di Bosa, ai sensi della normativa regionale del 2017, è qualificato come presidio di base di zona disagiata, si rende necessario mantenere localmente alcune attività di emergenza”. La nota firmata da Steri chiede al direttore della ASSL di Oristano, Mariano Meloni, e al direttore dei Presidi ospedalieri, Nicola Orrù, di “mantenere l’attività anestesiologica nelle 24 ore”.

Insomma, l’ATS supera in concreto tutte le precedenti disposizioni e recepisce le richieste del territorio. La svolta è arrivata mentre stava per concludersi un incontro in Municipio a Bosa convocato proprio per discutere sul temuto ridimensionamento dei servizi ospedalieri in Planargia. Erano presenti il sindaco di Bosa, Pier Franco Casula, il sindaco di Tresnuraghes (e primario del reparto di Medicina a Bosa) Luigi Mastinu, il rappresentante del sindacato dei mdici CIMO, Silvio Tanda, e il consigliere regionale Alfonso Marras.

Soddisfatto ovviamente il sindaco di Bosa “per il risultato raggiunto, frutto di un sinergico e serio lavoro nei confronti della Regione da parte del consigliere Alfonso Marras e dei sindaci. Un risultato che non deve farci abbassare la guardia ma che riteniamo sia il primo passo concreto verso il raggiungimento di obiettivi importanti in materia sanitaria, con il mantenimento e potenziamento dei servizi ospedalieri e territoriali”.

Il cambio di rotta annunciato dal commissario Steri “è frutto della collaborazione delle varie parti coinvolte: personale sanitario, amministratori comunali, Regione Sardegna e ATS”, ha commentato il consigliere regionale Alfonso Marras. “L’attenzione verso il nostro ospedale è e rimarrà alta”.

Un documento del Comune di Bosa spiega come fossero nati i timori sulla sorte dell’ospedale “Mastino”. “Nel mese di marzo il dott. Sergio Pili (direttore del Dipartimento Attività Ospedaliere) ha trasmesso una nota che, di fatto, ricomprendeva il Pronto soccorso dell’ospedale di Bosa come punto di primo intervento (PPI) insieme agli ospedali di La Maddalena, Sorgono, Ghilarza, Isili e Muravera. Una nota ritenuta da tutti illegittima, in quanto non rispettosa della legislazione regionale”.

Secondo quella nota, nei presidi minori le attività chirurgiche avrebbero dovuto essere riorganizzate e ridimensionate, spostando i servizi di anestesia e rianimazione nei presidi ospedalieri sede di Strutture complesse, e quindi escludendo di fatto Bosa.

Ieri, poi – riferisce sempre il documento del Comune di Bosa – “il direttore della ASSL Mariano Meloni e il direttore dei Presidi ospedalieri Nicola Orrù hanno trasmesso una direttiva al responsabile del Servizio di Anestesia e Rianimazione di Oristano, dott. Giorgio Piras, e ai responsabili del presidio ospedaliero di Bosa, chiedendo di dare attuazione alla nota di marzo, che, di fatto, avrebbe decretato la chiusura dell’ospedale di Bosa”.

Da qui la rivolta a livello locale: gli amministratori hanno “chiesto insistentemente, direttamente all’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu e al commissario ATS Giorgio Steri, di revocare la prima nota del dott. Pili, in quanto illegittima”. Richiesta accolta nei fatti, dopo una giornata di tensione, con la comunicazione del commissario ATS.

Al termine della riunione in Municipio “si è concordato con l’assessore regionale Mario Nieddu un prossimo incontro tecnico, per programmare la copertura del personale necessario atto a garantire i servizi ospedalieri, partendo dal Pronto soccorso, dall’Anestesia H24, dalla Chirurgia e dalla Medicina, servizi attualmente più in sofferenza. Grande attenzione”, conclude la nota firmata dal sindaco Casula, “è stata data anche alla riattivazione di tutti i servizi ambulatoriali, per i quali la stessa ASSL ha oggi stabilito le regole per la ripartenza”.

Martedì, 30 giugno 2020

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Fonte: Link Oristano

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