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Troppi assembramenti nei locali pubblici a Sennori: “Basta, se continua così vi limito gli spritz”

Troppi assembramenti nei locali pubblici a Sennori: se la situazione non dovesse migliorare il sindaco è pronto a intervenire con un’ordinanza per limitare gli orari di apertura e di somministrazione delle bevande. Non usa mezzi termini il primo cittadino Nicola Sassu: “durante la “fase1” dell’emergenza coronavirus Sennori ha dimostrato di essere un paese di persone responsabili, pazienti, rispettose e intelligenti. Osservando le regole e offrendoci assistenza e comprensione reciproche siamo riusciti a contenere il contagio da Covid 19, che ha riguardato pochissimi fra di noi. L’enorme sforzo fatto durante i due mesi di lockdown rischia di essere vanificato dai comportamenti irresponsabili che alcuni, troppi, fra i nostri concittadini stanno tenendo in questi primi giorni della “fase 2”.TROPPI ASSEMBRAMENTI DAVANTI AI BAR E AGLI ALTRI LOCALI PUBBLICI. La sera e la notte decine di persone, giovani e meno giovani si soffermano al di fuori dei locali pubblici per bere una bibita e per chiacchierare, senza indossare le mascherine e senza rispettare le distanze di sicurezza. Sono tantissime le segnalazioni che l’amministrazione comunale sta ricevendo in questi giorni da parte di cittadini che si lamentano per gli assembramenti, e non solo. Oltre a non rispettare le norme di buon senso e le regole di contrasto al coronavirus, queste persone stanno dimostrando un intollerabile livello di inciviltà: al mattino le strade sono ricoperte di bottiglie vuote, avanzi di cibo e rifiuti di ogni genere, e da sera fino a notte fonda la via Roma è diventata un parcheggio selvaggio, dove anche i mezzi di emergenza faticano a passare.Come si può capire facilmente, QUESTI COMPORTAMENTI SONO INTOLLERABILI.Mi vedo costretto a richiamare tutti alla massima collaborazione, al rispetto delle regole e della comunità”. Se le cose non cambieranno, l’Amministrazione interverrà con un’ordinanza per limitare gli orari di apertura dei locali pubblici e gli orari di somministrazione delle bevande.” È un provvedimento che nessuno di noi vorrebbe prendere – spiega Sassu – come non vorremmo essere costretti a intensificare i controlli per le strade e nei locali pubblici per verificare il rispetto delle leggi.Il lockdown è stato duro per tutti, e gli esercenti pubblici hanno sofferto molto e ancora soffriranno per la chiusura forzata e i mancati incassi. Siamo stati uno fra i primi comuni della Sardegna ad autorizzare le riaperture, consapevoli di quanto sia indispensabile per i locali pubblici il ritorno al lavoro, e per tutti noi riprendere un minimo di vita sociale. Ma tutto questo non significa che l’emergenza sia finita. IL CORONAVIRUS esiste ancora, ed è ancora fra noi. Per scatenare di nuovo la roulette dei contagi ci vuole davvero poco”.

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