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Italiano, non più giovanissimo, senza reddito fisso e con uno o due figli: l’identikit dei nuovi poveri a Quartu

Italiano, non più giovanissimo, senza reddito fisso e con uno o due figli. Questo l’identikit del quartese che ha fatto domanda per avere accesso al contributo previsto dalla Legge Regionale 12/2020, il cosiddetto Bonus Famiglia da 800 euro. È quanto emerge da uno studio statistico elaborato dagli uffici con riferimento alle 3200 richieste presentate per il sussidio (escluse quelle duplicate), 1800 delle quali già liquidate.

Venerdì 15 maggio è scaduto il termine per la presentazione al Comune di Quartu delle domande per il bonus da 800 euro destinato alle famiglie in difficoltà per la crisi economica che ha fatto seguito all’emergenza sanitaria da Covid-19. Le quasi 3500 domande presentate, tenendo conto anche del fatto che poteva chiedere il contributo un solo componente per nucleo familiare, attestano la drammatica condizione che interessa una parte considerevole della popolazione cittadina.

Le domande ad oggi evase sono più della metà. Circa 1800 beneficiari hanno infatti già incassato la prima mensilità. In automatico il mese prossimo riceveranno la seconda. Circa 500 domande non sono andate a buon fine per superamento dei limiti di reddito, mentre 285 sono state annullate in quanto presentate più volte dallo stesso richiedente. Il finanziamento totale assegnato dalla RAS è di 2.8 milioni, mentre il trasferimento di liquidità già effettuato è del 50%, quindi 1.4 milioni. Di questi, più di 850mila euro sono stati già effettivamente pagati, mentre altri 425mila sono pronti ad essere liquidati non appena saranno chiariti alcuni piccoli equivoci emersi nella documentazione presentata.

Da un’analisi delle domande è possibile creare l’identikit del richiedente quartese. Innanzitutto, più uomini o più donne? Il dato percentuale risulta sostanzialmente in pareggio: rispettivamente al 52 e al 48%. Più interessante invece il risultato dell’analisi in merito alla nazionalità. I richiedenti sono infatti quasi tutti italiani, e più precisamente l’86,76%. Gli stranieri vengono da tutto il mondo e, Senegal a parte (5,65%), hanno percentuali irrisorie: Nigeria 1,59%, Romania 0,69%, Pakistan 0,61%, Ucraina 0,52%.

Le richieste presentate arrivano da cittadini di tutte le età, ma la fascia maggiormente interessata è quella che va dai 51 ai 64 anni (37,70%), seguita col 28.64% dai 40/50enni, mentre un 20% scarso interessa le famiglie di più recente formazione, comprese tra i 31 e i 40 anni, e poco meno del 10% i giovanissimi, dagli appena maggiorenni ai 30enni. Il restante 5% è il dato dei richiedenti ormai prossimi alla pensione.

È una torta con fette ben più marcate quella relativa all’attività svolta dai potenziali beneficiari del bonus regionale. Quasi il 55% infatti dichiara di non percepire alcun reddito, a testimonianza di quanto la disoccupazione sia una piaga ancora molto diffusa in città. Poco meno del 30% riguarda invece lavoratori dipendenti e solo il 13% interessa le Partite IVA. Un dato, quest’ultimo, tuttavia condizionato dal criterio di assegnazione, che limita a poche decine di euro il contributo spettante a chi ha incassato il bonus da 600 euro erogato il mese scorso dall’INPS.

Infine il dato relativo al numero dei componenti il nucleo familiare dei richiedenti. Una torta in questo caso piuttosto eterogenea ed equilibrata. La fetta più ampia (25%) interessa le famiglie composte da 3 persone (quindi con un solo figlio), a ridosso della quale si colloca quella riguardante i nuclei composti da 4 persone (22.5%). Sostanzialmente uguale (18%) il dato relativo ai nuclei composti da 1 e 2 persone, mentre si attestano al 9% e al 4% quelli dei 5 e dei 6 componenti.

“La drammaticità del momento è evidente – commenta l’Assessora ai Servizi Sociali Martina Cambarau -. Il nostro sistema economico si è improvvisamente incrinato e per questo l’Assessorato ai Servizi Sociali è stato chiamato a dare pronte risposte ai cittadini, che da più parti facevano sentire il loro grido d’allarme, la loro richiesta d’aiuto. A testimonianza dell’attuale bisogno di liquidità da parte delle famiglie quartesi, vorrei evidenziare che stiamo erogando anche 28 bonus inferiori ai 50 euro al mese, 1 addirittura ha avuto diritto a soli 2 euro al mese. Se l’emergenza sanitaria dà finalmente qualche segnale di resa, la crisi economica è purtroppo solo all’inizio e nel futuro prossimo dovremo continuare a dare risposte ai nostri cittadini”.

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