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Cagliari, le auto spazzano via i tavolini: “Addio ai cappuccini all’aperto nel Corso, sarà la crisi dei bar”

Addio ai cappuccini all’aperto. La riapertura al traffico delle zone pedonali per due ore decisa dal sindaco Paolo Truzzu spazza via i tavolini e sedie dalle 8 alle 10 nel Corso, in via Manno e in via Garibaldi. Difficoltà enormi soprattutto per i piccoli bar. I quali, costretti a tenere dentro i tavolini e le sedie, occupando gli spazi esigui a disposizione, in quelle ore non potranno proprio lavorare, né fuori né dentro. E così i locali che si aspettavano un aiuto dal Comune dopo il lockdown rischiano di subire un’altra pesante mazzata. Tutto accade il 19 maggio scorso quando arrivano le determinazioni del servizio Suape (assessorato alle Attività produttive) che revocano per due ore (dalle 8 alle dieci del mattino) le concessioni di suolo pubblico nelle strade pedonali (in quelle ore presto potranno accedere le auto dei residenti e dei titolari delle attività della zona per le operazioni di carico e scarico).Hanno avuto la revoca Dylan Cafè (via Garibaldi), Caffè letterario e Caramelle dei Pirati (via Manno), Lima Lima, Montaditos, Cremeria del Corso, La Staffa, Napul’è, Capitolo Due, L’angolo di Pinna, Il Cigno, Crackers, Rock Bar Eight, Beni Benius (tutti del corso Vittorio Emanuele II)Rinnovo (con taglio all’orario) invece per Su Stampu, Fanà, Mari Mannu, La Damigiana, Da Artan, La Scala, Libero Spazio, Bierbaum, La Bon Bec Cafè (via Garibaldi), Shanghai, Locanda Caddeo, Il Mozzo, Kephas, Oblomow, Il Vulcano, Tape Taperia, Yogurteria Yo (via Garibaldi).Confcommercio. “Ovviamente un’azione del genere preoccupa tutto il comparto dei bar e delle colazioni”, dichiara Emanuele Frongia, rappresentante Fipe di Confcommercio Sud Sardegna, “il pensiero va a chi mette le sedie nella fascia della prima mattina. Chi sperava di ripartire nella Fase 2 si trova a fare i conti con questa limitazione. Capiamo che c’è la necessità in alcune vie di permettere l’accesso ai residenti e il carico e scarico. Ma cerchiamo di stare uniti e di conciliare le esigenze di tutti, dei residenti e delle attività”. Le soluzioni ci sono. Si potrebbero mettere i tavolini al riparo di paratie per consentire il transito dei mezzi (che comunque dovrebbero muoversi a passa d’uomo) in sicurezza. Oppure anticipare la chiusura di un’ora (7-9) per trovare lo spazio per servire qualche cappuccino.Il Comune. “Quando tu assumi una decisione di questo tipo non puoi pensare che tutti siano d’accordo”, dichiara Alessio Mereu, assessore alla Viabilità, “sono però poche le attività che hanno problemi. I ristoranti no perché di mattina non aprono. Resta il problema dei bar che lavorano con le colazioni. Cercheremo di venire incontro alle loro esigenze, affrontando i problemi caso per caso”.

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