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Dopo una tragedia in Sardegna cinque persone ricominciano a vivere grazie a un trapianto

Il grande gesto di generosità di una mamma sarda che dona gli organi del proprio figlio morto dopo un incidente, fa rivivere cinque persone nella penisola e in Sardegna con un trapianto.  In Sardegna ,ed in particolare all’ospedale “G.Brotzu” di Cagliari, il Corona Virus ha fatto tanta paura ma non ha disarmato gli operatori sanitari che si occupano di donazione ed trapianti di organi, che proprio in questi giorni sono stati molto impegnati. E’ notizia di questi ultimi giorni di un drammatico incidente che ha coinvolto un giovane sardo, che purtroppo è deceduto in Rianimazione, nonostante tutte le cure per poterlo tenere in vita da parte dei bravissimi rianimatori. Ma questi sanitari che nulla hanno potuto di fronte ad una morte encefalica dalla quale non si torna indietro, hanno saputo trasformare questa loro sconfitta in un gesto bellissimo di solidarietà umana proponendo ai familiari, alla mamma in particolare , di rendere meno vana la morte di questo giovane, donando gli organi per far continuare a vivere altre cinque persone che ne avevano un disperato bisogno.

UNA MAMMA SARDA DICE SI ALLA DONAZIONE Per un genitore non è mai facile sopravvivere ai propri figli, deve essere stato un momento di grandissimo dolore vedere il proprio figlio esanime sostenuto solo dalle macchine , ma questa mamma sarda come hanno fatto tante altre nel passato, non si è voltata indietro ed ha dato il proprio assenso alla donazione consapevole che significava nuova vita per altri uomini e donne.. E’ così è partita la macchina della “solidarietà organizzata scientificamente” , quello del Centro Nazionale dei Trapianti operativo di Roma, che è in contatto con tutti i Centri Trapianti Regionali compreso quello di Cagliari, e di conseguenza con tutte le Rianimazioni degli ospedali italiani.

DAL NORD ITALIA UN GIOVANE DI 17 HA BISOGNO DEL TRAPIANTO DI POLMONI Solo questo tipo di organizzazione che non lascia nulla al caso, ha fatto si che venisse raccolto l’appello disperato di un ospedale del Nord Italia, dove un giovane di 17 anni aveva assolutamente bisogno del trapianto dei polmoni, irrimediabilmente distrutti dal Covid 19. Ed è cosi che una equipe di medici ed infermieri è arrivata a Cagliari con un jet privato, per il prelievo dei preziosissimi polmoni che sono stati trapiantati su questo ragazzo che ora ha una vita davanti.

IN EMILIA ROMAGNA PAZIENTE GRAVISSIMO SERVE UN TRAPIANTO DI FEGATO Analogamente dall’Emilia Romagna, sempre con il grande supporto del CNT e del CRT sardo, una richiesta d’aiuto urgente, per un paziente gravissimo in codice zero , che rischiava di morire se non effettuava un trapianto entro le 24 ore. I medici e gli infermieri del “G.Brotzu”, come da accordi nazionali ai tempi del Corona Virus, che limita al massimo gli spostamenti degli operatori sanitari, hanno effettuato il prelievo dell’organo e lo hanno portato in aeroporto dove è stato preso in carico da personale specializzato per farlo recapitare con urgenza ai chirurghi emiliani, in tempo per poter effettuare il trapianto entro le 6 ore.

UN CUORE NUOVO AD UNA GIOVANE DONNA SARDA Dopo questa incredibile solidariètà umana con altre regioni, dettata anche dalla gravità dei casi, i cardio chirurghi del “G.Brotzu” hanno avuto la possibilità di poter realizzare un trapianto di cuore su una giovane donna di 39 anni, che ne aveva assolutamente bisogno per poter ricominciare a vivere una vita normale. L’intervento da quanto ci hanno comunicato i cardiochirurghi è andato molto bene , la paziente è stata già estubata e, ora procede nel normale decorso del post trapianto monitorata h 24.. Questo trapianto di cuore al “G.Brotzu” , il quarto di questo anno, fa ben sperare per il futuro, vista la grave difficoltà che si ha nel trovare donatori sotto i 50 anni , perché quella è l’età limite fissata dal CNT per le donazioni di cuore.

DUE RENI TRAPIANTATI LIBERANO DUE PAZIENTI DALLA SCHIAVITU’ DELLA DIALISI Per ultimi i due trapianti di rene effettuati su due pazienti diversi, dalla equipe della Urologia sempre del “G.Brotzu” ci comunicano che i pazienti stanno bene e che il decorso post operatorio è regolare. Questi trapianti di rene possono sembrare meno importanti rispetto a quelli di altri organi perché non sono salvavita, in quanto per i pazienti con gravi patologie renali in alternativa al trapianto è possibile la dialisi. Ma oltre 1300 trapiantati di rene in Sardegna sanno benissimo quale sia la qualità di vita di un trapiantato rispetto a quella di un paziente che deve dializzare tre volte alla settimana per quattro ore attaccato ad una macchina per depurare il sangue.

IL LAVORO DI UN GRANDE OSPEDALE HA SCRITTO UNA BELLISSIMA PAGINA DELLA NOSTRA SANITA’ Un grazie di cuore a tutto il personale sanitario del “G.Brotzu”, anche a quelli che lavorano dietro le quinte per garantire la qualità dei trapianti, all’Avis e al centro trasfusionale per il sangue, al personale del C.R.T. sardo e del C.N.T. Operativo di Roma che ha permesso alla nostra Sanità Pubblica di scrivere una bellissima pagina della nostra Sanità con il ritorno alla vita di cinque persone, in un periodo in cui il Corona Virus non solo fà paura ma miete anche tante vite. . Ma il grazie più grande alla famiglia che ha donato, ad una mamma che con grande coraggio ha fatto un gesto d’amore di una grandezza immensa. Come associazione dei trapiantati Prometeo AITF ODV questa e la buona sanità di cui ci piace parlare.

Pino Argiolas. presidente associazione Prometeo

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