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Coronavirus:patto Regione-sindacati, terapia socio-economica

Accordo per cig in deroga © ANSA

C'è la firma sull'accordo quadro per la cassa integrazione in deroga, il supporto a figure lavorative come stagionali e colf non considerate nel Cura Italia e per l'istituzione di un coordinamento presso la presidenza della Regione con l'obiettivo di monitorare le condizioni di lavoro nelle aziende ancora in attività. A sottoscriverlo con la Regione e il direttore dell'Inps, i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, poi Confsal, Ugl e Usb. E le parti datoriali: Confindustria, Abi Sardegna, Confapi, Legacoop, Confcooperative, Angci Sardegna, Uci, Cna, Confartigianato, Casartigiani, Claai Sardegna, Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti, Cia, Copagri, Confagricoltura, Confprofessioni, Confservizi, Unicoop e Uecoop.

I DETTAGLI DELL'INTESA - Prevede l'accordo sulla cassa integrazione in deroga e aiuti per le categorie di lavoratori non comprese nel Cura Italia. Ma soprattutto il coinvolgimento dei sindacati nella gestione dell'emergenza sanitaria: sarà istituito in presidenza, infatti, un coordinamento (ne fanno parte sindacati, Prefettura, Anci) delle attività di monitoraggio sulle condizioni di lavoro al quale potranno essere segnalate situazioni critiche, e una sede di confronto permanente sull'emergenza. Un punto questo che nell'ultima videoconferenza con le parti coinvolte ha fatto storcere il naso a Confindustria, ma alla fine ha firmato.

Per il resto, Regione, parti sociali e datoriali e forze produttive hanno sottoscritto un documento che secondo il presidente della Giunta Christian Solinas rappresenta "una terapia economico-sociale per l'Isola". In generale l'ammortizzatore in deroga, come annunciato dal segretario generale della Cgil Michele Carrus, "sarà a maglie più larghe e caratterizzato da procedure molto snelle". La vera novità è l'attenzione per chi non trae alcun beneficio dai provvedimenti del governo, come i lavoratori stagionali e le colf o badanti.

Per i primi la Regione si impegna a corrispondere un'indennità a chi fa apposita domanda all'Aspal. Il requisito per la concessione è l'esistenza di un lavoro subordinato a termine non rinnovato a causa dell'emergenza coronavirus. Per colf e badanti che ugualmente non hanno potuto lavorare nel periodo dell'emengenza la Regione si impegna a corrispondere un'indennità di 600 euro. Per i collaboratori e collaboratrici familiari che siano retribuiti con il sistema dei voucher, si farà riferimento al mancato utilizzo nel mese di marzo per autorizzare l'erogazione per un massimo di 600 euro.
   

Fonte: Ansa


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