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Consorzi Igp: Pasqua sotto il segno della tradizione, nonostante il coronavirus

Consorzi Igp: Pasqua sotto il segno della tradizione, nonostante il coronavirus
Appello di Assonapa e dei tre Consorzi italiani a tutela dell’agnello

Immagine d’archivio

Il coronavirus non può e non deve fermare i consumi alimentari dei nostri prodotti, specialmente quelli legati alla tradizione. Per questo a Pasqua si può e si deve mangiare l’agnello. Un prodotto che in media viene cucinato quasi da un italiano su due per il pranzo in famiglia nella domenica di Pasqua. A pensarla così è l’Associazione Nazionale della Pastorizia, coinvolta insieme ai tre Consorzi di tutela dell’agnello Igp Italiani (di Sardegna, Abbacchio Romano e del Centro Italia) nella Giornata Mondiale della Pastorizia, che si tiene oggi.

Certo, quest’anno le lunghe tavolate in famiglia saranno improponibili, ma la tradizione potrà essere comunque rispettata grazie alla bontà delle carni d’agnello presenti sul mercato e alla tecnologia, che in questo periodo ci viene in soccorso. “Nulla ci vieta infatti di acquistare questi prodotti, presenti sul mercato anche in piccole porzionature per assecondare il consumo di carne fresca anche da parte di persone sole o famiglie formate da due persone”, scrivono l’Assonapa e i tre Consorzi.

“Tutte le macellerie d’Italia inoltre offrono il servizio di consegna a domicilio, per cui come tutti i beni di consumo alimentare è possibile avere direttamente a casa i tagli e le quantità desiderate”.

Quello dell’agnello è un comparto importante per l’Italia, dal forte valore ambientale, sociale, economico, storico che coinvolge in tutto lo stivale ancora 60mila allevamenti nonostante nell’ultimo decennio il “gregge Italia” sia passato da 7,2 milioni di pecore a 6,2 milioni, perdendo un milione di animali.

Pastorizia guardiana del nostro territorio, che si fregia del riconoscimento Unesco assegnato alla transumanza e di quello per il Pastoralismo, quest’ultimo in Sardegna grazie al canto a tenore (2008) espressione della tradizione pastorale.

“L’emergenza sanitaria ci impone quest’anno di stare da soli”, dice il presidente di Assonapa e del Consorzio dell’agnello Igp di Sardegna, Battista Cualbu. “Ma non per questo dobbiamo rinunciare né alla Santa Messa, che possiamo seguire in tv o online, né all’agnello e alla condivisione con gli amici e parenti attraverso un grande pranzo virtuale che ci unisce tutti grazie alle nuove tecnologie”.

La Pasqua rappresenta uno dei momenti più importanti per i pastori per la vendita degli agnelli insieme al Natale, ma il periodo di grave difficoltà per l’emergenza sanitaria in corso potrebbe mettere a rischio – secondo le stime dei Consorzi di tutela – oltre 20 milioni di euro. In questo momento ci sono pronti 350 mila agnelli da latte e di questi 150mila sardi (100mila dei quali marchiati Igp di Sardegna), 25mila circa Abbacchio Romano Igp e 12mila Centro Italia Igp.

“Il valore aggiunto in questo momento è rappresentato dalla solidarietà reciproca”, sostiene il presidente del Consorzio dell’Abbacchio Romano Igp, Natalino Talanas. “Insieme possiamo sconfiggere questo virus e insieme possiamo sostenere la nostra economia, a cominciare dal consumo di prodotti made in Italy, quindi anche dei nostri agnelli”.

“Assonapa e i tre consorzi sollecitano quindi una tempestiva campagna di promozione del consumo di prodotti made in Italy: sarebbe un aiuto concreto per l’economia pastorale”,  spiega il presidente del Consorzio di tutela dell’Agnello del Centro Italia, Virgilio Manini. “Occorre incentivare per Pasqua il consumo dell’agnello italiano, rispettando la nostra tradizione”.

E se le tavole non saranno affollate non per questo si deve rinunciare all’agnello, che tra l’altro si può acquistare in piccole porzioni. “Grazie ai nuovi tagli non è necessario, soprattutto quest’anno, acquistare un agnello intero”, dice Battista Cualbu. “Si può acquistare solo quello che serve. Inoltre grazie alle nuove tecnologie, e visto che dovremmo anche rinunciare soprattutto per pasquetta alle gite in campagna e alle arrostite, si può, senza rinunciare alla qualità, scegliere anche l’agnello precotto, pronto con 20 minuti in forno”.

Giovedì, 26 marzo 2020

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Fonte: Link Oristano


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