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Le nostre vite stravolte e quel fragile equilibrio che gli insegnanti ci aiutano a mantenere

Mentre gli insegnanti ce la stanno mettendo tutta – e ne sono testimone ogni ora di ogni giorno da settimane, ormai – i sindacati USB si armano inspiegabilmente eccitati alla guida dell’ultima battaglia e invitano i docenti alla serrata digitale. Non solo oggi, no, che è il giorno dei giorni dello sciopero generale. L’invito vale per sempre, laddove il per sempre è la fine ancora lontana di questa maledetta emergenza virale.

L’illuminato pensiero USB è facilmente riassumibile in tre punti: primo, la didattica digitale a distanza, ricordano, non è un obbligo e i docenti, perciò, non sono costretti a farla. Al secondo step si spingono oltre, proponendo una caccia alle streghe, ché non bastava la globale caccia all’untore di questi disgraziati giorni: questa volta l’obiettivo è il dirigente che insieme ai suoi docenti prova a mettercela tutta per assicurare ai ragazzi quel fragile filo di collegamento con una normalità che di normale non ha purtroppo più niente. Chiedono, in sostanza, di segnalare quei dirigenti che sollecitano i docenti a non mollare e proseguire i programmi, ognuno al meglio che può. Infine, l’allarme apocalisse: occhio, mettono in guardia i custodi del tempio sacro dell’istruzione, stanno trasformando questo momento in un cavallo di Troia per far irrompere la tecnologia a scuola e smontare i vecchi, rassicuranti sistemi. E pazienza se il mondo corre veloce in un’altra direzione.

Quando ho letto il documento (lo trovate qui https://m.orizzontescuola.it/coronavirus-usb-sciopero-25-marzo-per-chiusura-scuola-e-didattica-a-distanza/ ), un po’ non ci volevo credere. Un po’, per una volta, speravo fosse un fake nel mare magnum dei fake da coronavirus. Un po’ mi dicevo no, non è possibile che si strumentalizzi in questo modo il diritto alla salute, che è ovviamente sacrosanto e va garantito in ogni modo. Non è pensabile che si usi la tutela del personale scolastico come grimaldello per far saltare le fragili serrature delle nostre altrettanto fragili certezze per poi arrivare al vero obiettivo: fermare tutto.

Non entro nel merito dello sciopero proclamato per oggi. Modi, tempi, opportunità. Mi interessa invece il concetto chiave a più riprese ribadito dall’USB, che dall’odierno sciopero esula, sopravvivendogli: la didattica a distanza non è un obbligo, non siete obbligati a farla, denunciate i dirigenti che vi invitano a farla e fate barricate contro la tecnologia.

Ma non si vergognano? Ma neanche un po’?

Io invece voglio ringraziare, davvero di cuore, tutti i professori e la dirigenza in particolare dell’Istituto comprensivo di Su Planu, dove i miei figli frequentano le Medie, e più in generale tutti gli insegnanti che stanno seguendo con impegno, dedizione, cura e amore i nostri ragazzi. Perché, di sicuro, questi prof sono molto più coraggiosi, giudiziosi  e generosi di chi dovrebbe rappresentarli.

Non è facile per nessuno. E tante volte per noi genitori diventa davvero tutto un equilibrio sopra la follia. Ci stiamo da settimane districando fra decine di piattaforme diverse, videolezioni che devi pure sparire dal raggio visivo perché sennò disturbi, compiti da caricare, pdf e upload, registrazione di esercizi alla pianola e slide, video da guardare e esercizi da completare, mappe da scaricare e filmati da sintetizzare. Ah, poi c’è anche il nostro, di lavoro. E la casa, i pranzi e le cene, gli inevitabili nervosismi. E’ un equilibrio fragilissimo. Ma che va preservato in tutti i modi. Il ruolo degli insegnanti in questo momento è fondamentale: e non per i programmi ministeriali, quelli in qualche modo si recuperano.

E’ fondamentale dal punto di vista sociale. Ed emotivo, visto che nessuno pare chiedersi quali terremoti emotivi stiano sconquassando i cuori dei nostri figli.

Il ruolo degli insegnanti è fondamentale per il rapporto che stanno continuando a tenere, intensificandolo di giorno in giorno con i nostri ragazzi. Per l’accudimento. Per i sorrisi che bucano lo schermo che li separa. Per il messaggio della buonanotte inaspettato e per le chat con tante risate. Per la festa di compleanno in videochat con tanto di regali digitali, che ha trasformato in un giorno da ricordare il compleanno dei miei figli, altrimenti destinato a essere ricordato come il più brutto della loro vita. Per le videolezioni in cui fanno lezione sì, ma anche li rassicurano che andrà tutto bene e che ritrovarsi sarà bellissimo.

E’ fondamentale perché stanno insegnando loro che la vita in un attimo ti spariglia le carte, ti stravolge i programmi e ti catapulta nell’oceano dell’ignoto, ma che c’è sempre un modo per stare a galla prima e imparare a nuotare poi. E che, invece, arrendersi mai.

E’ tutto maledettamente difficile. Per i genitori, per gli insegnanti, per i bambini e i ragazzi soprattutto. Ma a distruggere tutto come invoca qualcuno, in un momento in cui ognuno di noi ha il dovere di salvare il salvabile, io non ci sto proprio.

Sara Panarelli

Giornalista e Mamma

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Fonte: Casteddu On Line


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