Eccellenze di Sardegna: Francesca Deidda in evidenza a Riccione nel sincro

Continua a sbalordire per i risultati, l’impegno e la modestia. Francesca Deidda è la prima e per ora l’unica donna “acquatica” sarda ad aver conseguito risultati di alto spessore nazionale e mondiale. Alla sua partecipazione alle olimpiadi di Rio e all’argento agli ultimi mondiali di Gwangju si sono aggiunte le recentissime soddisfazioni ottenute allo Stadio del Nuoto di Riccione in occasione degli Assoluti invernali di nuoto sincronizzato.

Prima negli esercizi obbligatori, argento nella gara a squadre, bronzo nel “solo” e un quarto posto nel duo libero: la portacolori di Fiamme Oro e Promogest fa luccicare così il suo forziere in attesa di nuovi filoni aurei che sanno di lotta, fatica, creatività e abilità artistica.

Il talento ventottenne che va fiera delle sue origini ogliastrine ma che poggia le radici esistenziali a Quartu S. Elena sperava in qualcosa di meglio (vedere intervista in basso), segno che l’alta propensione al sacrificio la proietta in dimensioni sempre più ambiziose.

Ma i cultori del sincro restano puntualmente incantati quando la vedono all’opera e pensano che per il movimento sardo rappresenti un magnifico dono da sostenere e incoraggiare. E magari reclamizzare di più perché Francesca è davvero uno di quei personaggi sportivi che lasceranno il segno anche nei prossimi decenni.

In casa FIN Sardegna il presidente Danilo Russu si è voluto immediatamente complimentare sia con lei, sia con la allenatrice Anna Abate. Sa molto bene che il movimento sardo del sincro è in espansione grazie anche alle sue imprese. Dato confermato dalla consigliera Vittoria Isola (vedere intervista in basso) che ha in serbo tante idee per creare sempre più interesse a quello che ai primordi veniva chiamato balletto acquatico.

E alla Promogest il vivaio, abbastanza variegato, promette scintille. “Sono soddisfatta di questo campionato invernale – afferma l’allenatrice Anna Abate – perché tutta la squadra Promogest ha dato il massimo ottenendo un lusinghiero tredicesimo posto nella classifica generale. E poi non posso che essere orgogliosa e fiera di Francesca; si conferma la regina della tecnica e nel solo ha dimostrato un’ulteriore crescita tecnica ed espressiva, presentando un nostro esercizio, anche se con i colori delle Fiamme Oro. Ovviamente siamo felici della medaglia a squadre in cui ha dimostrato ancora una volta l’altissimo livello professionale in un esercizio preparato in dieci giorni. C’è un po’ di amaro in bocca per la medaglia sfiorata nel duo. Vorrà dire che ci rifaremo all’estivo”.

Per coloro che vorranno gustarsi un po’ di sincro fatto in casa, i Campionati Regionali Invernali Obbligatori fanno al caso loro con una manifestazione aperta a tutte le categorie Appuntamento dalle 9:15 e fino al pomeriggio in via Cettolini, 10 (zona industriale ovest) alla piscina Atlantide di Elmas (CA).

A TU PER TU CON UNA CAMPIONESSA DAVVERO ALLA MANO

Vederla in Sardegna più spesso sarebbe il sogno di tante piccole sincronette che trarrebbero incalcolabili stimoli dalla sua presenza. Si era sparsa la voce che domenica 16 febbraio 2020 avrebbe partecipato ai Campionati Regionali, ma Francesca Deidda ha subito smentito, aggiungendo che proprio domenica ripartirà per Roma, città che assieme a Savona rappresentano due punti fermi per la sua preparazione. “Ormai da parecchi anni mi alleno fuori dalla Sardegna – conferma la campionessa – ma il sostegno della mia squadra e società è sempre molto presente”.

Torniamo un attimo sulla riviera adriatica?

Dell’esperienza a Riccione sono molto soddisfatta di tutte e quattro le prestazioni fatte (singolo, duo, squadra e obbligatori), un po’ meno dei risultati ottenuti. Ma proprio per questo l’impegno agli estivi sarà ancora maggiore per poter scalare le classifiche.

Dediche particolari?

Si, ad Anna Abate e Mariangela Perrupato, le mie allenatrici che sempre mi sostengono. E a me stessa per essere riuscita a dare il meglio.

Giornata tipo?

La passo in piscina. Sveglia ore 6,40, palestra 8:00 e poi in acqua dalle 9,30 alle 13. Sosta per il pranzo e ci si rituffa dalle 15 alle 18,30 circa. Poi casa, cena e letto. Almeno per ora la mia vita ha un solo scopo: sincro.

Perché hai scelto proprio il nuoto sincronizzato?

Mi sono innamorata di questo sport perché in acqua riesco ad esprimere tutta me stessa, meglio che con le parole.

Ti sei accasata con la Polizia di Stato, come va?

Le Fiamme Oro sono una grande famiglia, sono onorata di farne parte. Per questo mi impegno sempre al massimo insieme alle mie compagne/i per portare in alto i colori della Polizia di Stato.

Avrai pur qualche altro interesse nella vita..

Mi piace viaggiare e conoscere le varie culture ma per ora il tempo a disposizione è poco.

Le tue prime mete quali saranno?

Per ora in lista ho Tailandia, Messico, Cuba e Sudafrica. Mi affascinano a pelle e quindi vorrei mettermi uno zaino in spalla e girare.

Stai a Roma, la città eterna, un buon punto di partenza

Adoro questa città, ma diciamo che avendo poco tempo libero e quindi non vivendola a pieno non so nemmeno dire se rimarrei qua per sempre o meno. Si vedrà!

Fughiamo finalmente qualsiasi dubbio: sei cagliaritana o quartese?

Sono nata a Cagliari e vivo a Quartu da sempre, ma nessuno dei miei familiari è quartese. Sono un po’ un mix ma diciamo che si può dire abbia origini perlopiù ogliastrine.

Che rapporti si instaurano con atlete che si vedono tutto il giorno?

Non si può essere tutti amici, come in ogni ambiente di lavoro, però quando si ha un obbiettivo grande in comune si riesce a raggiungere un affiatamento e un’intesa inaspettati. Ci possono essere screzi, ma in acqua si deve liberare la testa e andare avanti insieme.

Al mitico Corrado Sorrentino dichiarasti che non faresti mai l’allenatrice perché troppo severa

Si la penso ancora così, non tanto per il piacere di essere “cattiva” ci mancherebbe, anzi.. Ma perché essendo una perfezionista penso che cercherei la perfezione anche negli altri e quindi pretenderei davvero troppo. Povere bimbe!

Cosa ne pensi del movimento sincro in Sardegna?

Sicuramente è cresciuto molto negli anni, grazie anche alla mia allenatrice Anna Abate (e sue collaboratrici) che dedicano l’anima per questo sport. Purtroppo, quello che vedo nei giovani di adesso (non solo sardi, parlo in generale) è che lo sport è passato in secondo piano, si preferisce uscire con gli amici, accontentarsi di scarsi risultati senza tentare l’impossibile. Non vedo più lo spirito di sacrificio che ha portato me e tanti altri ad alti livelli, e questo mi dispiace”.

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Fonte: Casteddu On Line

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