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“È morto Cancioffali”: Carnevali e maschere fra riti e tradizioni in ricordo di Rosaria Floris

Le maschere della tradizione sarda sfileranno stasera a Cagliari. Quest’anno l’evento assume una connotazione particolare. La manifestazione infatti si svolgerà in ricordo della scrittrice Rosaria Floris, mancata nel febbraio del 2019.

Il ricordo della sfilata del 2016 nelle parole della scrittrice:

“Eppure non lontani quei giorni in cui a Cagliari, dal 18 al 24 febbraio 2009, il mondo andrà alla rovescia, come nella migliore tradizione delle feste di Carnevale, tra musica, canti, teatro e allegria.

Al ritmo della ratantira o rantantina, da Castello, Marina, Stampace e Villanova, la festa popolare del carnevale invaderà le strade, le piazze, i teatri, gli spazi più belli della città, i caffè, i cortili dei palazzi, con artisti di strada e circensi, giocolieri, acrobati, cantanti, ballerini, attori, musicisti, guerrieri, cuochi… mentre l’artista-artigiano Guerrino Lovato costruirà il Canciofali, Re del Carnevale 2009.

In primo piano la partecipazione delle associazioni e degli abitanti di Castello, che sarà il luogo/fulcro di questo Carnevale 2009 dedicato al Medioevo, ai Giullari, ai Folli.

Gli abitanti di Castello parteciperanno alle comiche difese dagli attacchi delle maschere che tenteranno di invadere il Bastione di Saint Remy e gli spazi limitrofi, creeranno degli squarci di vita medievale offriranno agli spettatori zeppole, zuppe di fave e ceci, danzeranno al ritmo delle tammorre napoletane di Marcello Colasurdo e della sua banda d’attori e musicisti di A. Paranza, e li seguiranno nella sfilata per Castello con il comico matrimonio di “Zeza”.

Grande spazio sarà offerto ai bambini, con una festa a loro dedicata, uno spettacolo e delle animazioni con giochi e travestimento, ma anche attraverso una mostra di altissimo livello, proposta in collaborazione con il Museo di Porta Siberia di Genova, dedicata all’opera di Emanuele Luzzati, scenografo ed illustratore, grandissimo amico dei bambini.

Fiabe, giochi e travestimento sono i soggetti dei disegni originali, dei piccoli teatrini in miniatura, dei manifesti e delle sagome dell’universo di Emanuele Luzzati, che saranno esposte alla Galleria Umberto I; mentre i coloratissimi cartoni animati di Luzzati e Gianini sanno proiettati sulle mura del Bastione.

La Passeggiata Coperta sarà una delle Case della Festa che ospiterà, oltre all’importante mostra di Luzzati ed alle iniziative ad essa connesse (presentazione, spettacoli, animazione, video, incontri con bambini ed insegnanti, …), anche il laboratorio di costruzione ed esposizione delle maschere veneziane dell’antica e prestigiosa bottega Mondonovo di Guerrino Lovato, aperta a piccoli e grandi, a scolaresche e famiglie, a turisti ed a professionisti.

Inoltre, uno spazio della Galleria sarà circo scritto al laboratorio di formazione per trenta giovani artisti cagliaritani diretto da Orlando Forioso (che è anche il direttore artistico del Carnevale), e dedicato all’approfondimento delle tecniche del teatro di strada e di piazza, alle maschere della commedia dell’arte ed all’universo dei giullari.

Da tale laboratorio scaturiranno una parte delle azioni che accompagneranno i Carri dei Folli che si snoderanno per le strade del centro antico, ed invaderanno i negozi ed i caffè coinvolgendo passanti e turisti, agendo per tutta la settimana come elemento continuativo e costante della Festa. Corpo centrale del Carnevale sarà il Festival del Teatro di Piazza che vedrà riuniti negli spazi di Castello attorno al soggetto “maschera” centinaia di figuranti e artisti: dai Folli in Piazza della compagnia Cajka, all’originale ed unico Carnevale etnico che permette di coinvolgere nello stesso spazio centinaia di maschere etniche provenienti da tutta la Sardegna (dai Mamuthones e issohadores di Mamoiada, ai sos Mamutzones di Samugheo, dai sos Thurpos di Orotelli, ai Merdules e Boes di Ottana, dai sos Maimones di Oniferi, ai sos Tumbarinos di Gavoi, dai sos Colonganos di Austis, ai sos Corriolos di Neoneli, dagli Urthos e Buttuddos di Fonni, a su Bundhu di Orani, da s’Urzu e sos Bardianos di Ulatirso etc.), dalle monumentali maschere veneziane de “La bottega dei sogni”, alle maschere della tradizione popolare napoletana di Colasurdo e della Paranza, fino alle maschere della Commedia dell’arte che arrivano dalla scuola di teatro d’arte di Parigi, diretta da Carlo Boso.

Ma, prima che si assalti il Castello e si bruci Canciofali, il Carnevale 2009 entra in teatro per la sola sera di lunedì 23, per presentare un evento unico: l’attrice cagliaritana Caterina Murino, oramai star del cinema internazionale, calcherà le tavole del palcoscenico e sarà la protagonista della “Festa dei folli”, una favola teatrale (con le musiche dei Carmina Burana di Carl Orff) che il regista Orlando Forioso ha scritto appositamente per lei, la affiancheranno in scena circensi, cantanti e attori.

Dobbiamo solo continuare a sognare? NO! Abbiamo il dovere di agire portare avanti le nostre antiche tradizioni, il Carnevale, le maschere, le storie, i carri allegorici.

Durante il carnevale 2016 un gruppo di coraggiosi, associati nel ricordo della G.I.O.C., hanno portato nel cuore di Cagliari, lo storico profumato Quartiere di Villanova, le maschere di tutta la Sardegna.

Sono stati tre giorni indimenticabili, diretti da Gianfranco Carboni con le associazioni: APS associazione Pixel Multimedia con Virginia Marci, Gruppo Facebook” Quelli di Piazza San Domenico” con Renato d’Ascanio Ticca.

“Mostra delle Maschere tipiche cagliaritane, costumi, strumenti e foto storiche della G.I.O.C.” grazie a Cicci Marcialis, Biagio Paci illustri stampacini-doc.

L’antica maschera di Seui “S’Urtzu e sa Mamulada” illustrata da Dennis Mura, quella di Esclaplano “Bois fui Janna morti” presentata da Marco Lampis e Marco Prasciolu, di Sinnai “Is Cerbus” descritta da Paolo Zedda e Marta Sarigu, di Sorgono “Is Arestes s’Urzu Prestitu” spiegata da Tonino Marras. Ancora “Sa Ratantira” con Gerolamo Chinedda e Valter Loi.

E inoltre, Giuseppe Deplano, Giampaolo Marchi, una discussione e un confronto del tema delle tradizioni.

Veramente tre giorni che ci hanno fatto sognare ma non solo, ci hanno dato la forza per continuare ad andare avanti e, grazie a quel gruppo di persone, sono certa che quell’augurio “ad atrus annus”, formulato in chiusura dei tre giorni, non resterà soltanto una frase di circostanza.

Grazie a tutti voi, a te Gianfranco, a tutti coloro che lo hanno reso possibile, vero, un sogno vissuto al suono della storica, unica, nostra cara Rantantira”.

 

Rosaria Floris

L'articolo “È morto Cancioffali”: Carnevali e maschere fra riti e tradizioni in ricordo di Rosaria Floris proviene da Casteddu On line.

Fonte: Casteddu On Line


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