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Mobilitazione in difesa del servizio di oncoematologia a rischio chiusura

Un fronte comune a difesa del servizio di Oncoematologia
Le associazioni dei pazienti invitano alla mobilitazione i consiglieri regionali della provincia

Parte la mobilitazione in difesa del servizio di oncoematologia dell’ospedale San Martino di Oristano che rischia di chiudere. I dirigenti delle associazioni Adiconsum Sardegna, Cittadinanzattiva, Ail, Komunque donna e Le Belle Donne intendono promuovere l’attivazione di  un’iniziativa  comune tra rappresentanti oristanesi nelle istituzioni regionali e le organizzazioni dei pazienti oncologici e rappresentanze sociali per scongiurare l’eliminazione del presidio sanitario.

Riuniti stasera nella sede di Adiconsum, a Oristano, i dirigenti delle associazioni di volontariato hanno manifestato forte preoccupazione per quanto dichiarato ieri dal direttore generale dell’assessorato regionale alla sanità Marcello Tidore. Il dirigente, intervenuto in  rappresentanza dell’assessore alla sanità Mario Nieddu, all’audizione della Commissione sanità del consiglio regionale, avrebbe infatti rivelato che il servizio di oncoematologia dell’ospedale di Oristano, a cui fanno riferimento circa 500 pazienti all’anno da almeno otto anni, opera senza le dovute autorizzazioni e quindi in una “situazione di illegittimità e illegalità”.

Giustificato  il timore che si arrivi alla chiusura dell’importante presidio, con le conseguenza facilmente immaginabili per i pazienti e le loro famiglie, costretti a riversarsi sulle struttura sanitarie del capoluogo, già impossibilitate a far fronte alle migliaia di malati oncologici attualmente in carico.

Da qui la decisione di chiamare a raccolta i rappresentanti dell’oristanese in seno alla giunta e al consiglio regionale, oltre al sindaco di Oristano, Andrea Lutzu, nella sua veste di presidente del Distretto sanitario di Oristano e ai dirigenti provinciali delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil per valutare le iniziative da assumere.

La convocazione è per lunedì prossimo 17 febbraio alle  10, nella sede dell’Avis, in Via Carpaccio 32 a Oristano.

Un primo incontro che fa seguito anche alle interrogazioni rivolte all’assessore alla sanità dai consiglieri regionali della provincia, intervenuti nei giorni scorsi per sollecitare un intervento per la anziana paziente  costretta a rinunciare alle cure salvavita non somministrate dell’ospedale di Oristano, ma anche per chiedere l’istituzione dell’unità semplice di oncoematologia all’interno del nosocomio oristanese.

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Fonte: Link Oristano


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