Sevizie e maltrattamenti contro gli animali in Sardegna, il caso in Consiglio regionale: “Stop al randagismo”

Vi sono classifiche in cui piuttosto che desiderare di essere primi ci si augura di occupare gli ultimi posti; è il caso questo, ad esempio, di quella riguardante le regioni italiane con maggior numero di casi di sevizie e maltrattamenti nei confronti degli animali. Una classifica che vede, purtroppo, nella vergognosa vetta anche la Sardegna, spesso alla ribalta della cronaca per episodi di violenze estreme. Una situazione sinonimo di grave inciviltà e preoccupante segnale di un’ ineducazione al rispetto della vita tale da approdare anche in Consiglio regionale per volontà della Lega che ha depositato quest’oggi una mozione vigente sulla richiesta di interventi concreti sul fenomeno. “Leggiamo, nostro malgrado, quotidianamente storie di animali d’affezione abbandonati nella spazzatura, lanciati in autostrada, dai ponti, avvelenati, impiccati, costretti a condizioni di detenzione incompatibili con la loro natura e pertanto causa di gravi sofferenze; un quadro che non rispecchia in alcun modo la visione che abbiamo e vogliamo contribuire a costruire del nostro popolo.”

Afferma il consigliere regionale Dario Giagoni: “La recrudescenza di tale fenomeno in questi ultimi anni non può essere ignorata, la mancanza di cultura e di amore per gli animali, da parte di alcuni soggetti, ha come conseguenza lo sfociare in vere e proprie follie. Da qui la necessità di intervenire anche culturalmente affinché in Sardegna questi eventi non accadano più. Per questo domandiamo il supporto dell’Assessorato alla Sanità in simbiosi con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione e l’Assessorato agli Enti Locali al fine di provvedere all’adozione nelle scuole della Sardegna, di ogni ordine e grado, di campagne di sensibilizzazione nei confronti degli animali di affezione; la creazione e l’ampliamento, laddove già presenti, di canili gestiti dalle aziende sanitarie che possano fungere anche da indiretti centri di aggregazione sociale in grado di favorire il crearsi di un sano e corretto rapporto uomo-animale; l’istituzione di un Osservatorio permanente sul randagismo in grado di monitorare le situazioni dei canili sanitari e dei rifugi e in grado di promuovere sempre più campagne di sterilizzazione degli animali di proprietà con lo scopo di scongiurare l’accrescersi di abbandoni; l’effettuazione di campagne di promozione e l’elargizione di incentivi per le famiglie che decidono di accogliere in casa animali di affezione. Azioni semplici ma incentrati nella ferma volontà di contrastare il vergognoso fenomeno del randagismo e della violenza nei confronti degli animali.” Prosegue il capogruppo “Ben consapevoli che certi atti non possono essere classificati come semplici ragazzate, non dimentichiamo, infatti, che secondo recenti studi è emerso un preoccupante collegamento tra le violenza nei confronti degli animali e quelle nei confronti delle persone, specie le più deboli e indifese; consapevoli anche che il fenomeno del randagismo grava sulle casse delle amministrazioni comunali costrette a farsi carico delle spese inerenti gli amici a quattro zampe abbandonati da soggetti incapaci di capire che gli animali non sono oggetti di cui disporre quando ci fa comodo e abbandonarle quando ci stanchiamo! Come disse Ghandi ‘La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali’ e noi vogliamo un popolo sempre più civile e sempre più rispettoso.”

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Fonte: Casteddu On Line

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