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“No alle guardie mediche nel Pronto soccorso di Ghilarza”

“Le guardie mediche non possono lavorare al Pronto soccorso di Ghilarza”
Diffida di sindacati e Ordine dopo la riapertura del presidio rimasto chiuso una settimana per mancanza di medici

Scoppia la polemica sulla riapertura del Pronto soccorso dell’ospedale di Ghilarza con l’utilizzo anche di guardie mediche, vista la carenza di medici che aveva portato alla chiusura del presidio. Le sigle sindacali FIMMG e Fismu hanno contestato il provvedimento assunto dal direttore dei presidi ospedalieri dell’Assl di Oristano Sergio Pili e hanno diffidato Assl e Ats. Sostengono che l’utilizzo delle guardie mediche, seppure giustificato per i casi meno gravi, sia una violazione di norme e regolamenti. Da qui anche le diffide formali e il timore che si possa bloccare di nuovo il servizio. A sostegno delle due sigle sindacali anche l’Ordine dei medici della provincia di Oristano che chiede col presidente Antonio Sulis l’immediato intervento dell’assessore regionale alla sanità Mario Nieddu.

Il documento della FIMMG – Federazione italiana medici di famiglia
Questa organizzazione sindacale è venuta a conoscenza della proposta del Dott. Sergio Pili, della direzione sanitaria ospedaliera della ASSL 5, sull’inserimento di turni di Guardia Medica per copertura totale di orari di Pronto Soccorso notturni e festivi presso l’Ospedale di Ghilarza.
E questo nonostante l’ACN e l’AIR non prevedano utilizzo della Guardia Medica al di fuori delle mansioni prescritte e perfino senza che ci sia stata una preventiva trattativa o acquisizione di disponibilità dei medici di Continuità Assistenziale interessati.
Vista la specificità del servizio di Pronto Soccorso, strutturato per personale medico formato per l’urgenza, con rapporto di dipendenza con l’ATS, con peculiari garanzie di tutela medico legale;
Vista per contro la specificità del servizio di Continuità Assistenziale che prevede l’operato di Medici di Medicina Generale a rapporto convenzionale con l’ATS, senza formazione specifica per l’urgenza e che per definizione assicura la continuità dell’assistenza del medico di famiglia;
Visto inoltre che il Dottor Pili non dovrebbe avere nelle sue competenze quella di organizzare qualunque attività della Continuità Assistenziale e tantomeno se diverse da quelle definite dagli Accordi Nazionali e Regionali della Medicina Generale,
La Fimmg provinciale di Oristano DIFFIDA l’ASSL/ATS a prendere iniziative avventuristiche sulla pelle dei Medici di Medicina Generale con ordini di servizio illegittimi che mettono a rischio l’assistenza ai pazienti e la sicurezza degli operatori.
Alessandro Usai – Segretario provinciale FIMMG

Il documento della Fismu – Federazione italiana sindacale dei medici uniti
Si contestano alle Amministrazioni in indirizzo le violazioni dell’ACN della Medicina Generale del 29.07.2009 e s.m.i. (art. 62, commi 1 e 7, e art. 67, comma 1) nonchè dell’AIR del 23.07.2010 (art. 16, comma 1) come si evince dalla lettura della nota del 10.08.2019, a firma del Dr. Sergio
Pili, Direzione del Presidio Ospedaliero Unico di Area Omogenea dell’ASSL Oristano, in cui si propone l’inserimento dei colleghi di Continuità Assistenziale del punto guardia di Ghilarza nei turni di servizio per garantire la ripresa dell’attività del Primo soccorso del Presidio ospedaliero di
Ghilarza.
Il Servizio di Continuità Assistenziale svolge un’attività distrettuale tesa a garantire le prestazioni assistenziali territoriali non differibili nell’ambito della medicina generale, dalle ore 10 del giorno prefestivo alle ore 8 del giorno successivo al festivo e dalle 20 alle ore 8 di tutti i giorni feriali (Art. 62, comma 1, dell’ACN vigente).
Pertanto, i medici di CA non possono essere utilizzati per garantire servizi assistenziali all’utenza afferente ad un Presidio Ospedaliero di Primo Soccorso, se non nell’ambito si precisi Accordi Regionali (Art. 62, comma 7, dell’ACN vigente) e Aziendali (Art. 16, comma 1, dell’AIR del
23.07.2010) che non risultano essere mai stati sottoscritti.
Voler spacciare la normale attività della Continuità Assistenziale come attività di Pronto Soccorso è oltremodo scorretto, perché non solo viola le norme contrattuali e l’inquadramento giuridico dei medici convenzionati non formati per l’emergenza, ma volutamente genera attese nei cittadini che a questa struttura si rivolgono. Ai medici del punto guardia di Ghilarza non competono interventi di urgenza/emergenza, che sono propri dei medici strutturati del PS.
Si evidenzia, altresì, che la Direzione del Presidio Ospedaliero Unico di Area Omogenea dell’ASSL Oristano, nessuna competenza ha in merito ai rapporti contrattuali e organizzativi del Servizio di Continuità Assistenziale.
Si invitano, pertanto, ATS e ASSL Oristano a chiarire pubblicamente i termini della ripresa dell’attività del Primo soccorso del Presidio ospedaliero di Ghilarza senza coinvolgere figure professionali estranee a tale servizio.
Anna Rita Ecca – (Responsabile Area Convenzionata)

Il documento dell’Ordine dei medici

Antonio Sulis

L’Ordine dei Medici chirurghi di Oristano, a seguito del Comunicato della FIMMG e della federazione Italiana sindacale dei Medici uniti, sulla proposta di inserimento della Continuità Assistenziale territoriale, a copertura di turni di Pronto Soccorso presso l’ospedale Delogu di Ghilarza, sente il dovere di intervenire sulle disposizioni di servizio a firma del direttore sanitario ospedaliero della Asl 5 dottor Sergio Pili, il quale non ha di sua competenza, l’organizzazione di attività di Continuità Assistenziale, e soprattutto se i modi sono differenti da quelli definiti da accordi, sia Nazionali che Regionali della Medicina Generale. Pertanto si ritiene necessario un tavolo di trattativa con i diretti interessati, finora ignorati, senza avventurarsi in iniziative estemporanee che ricadrebbero sulla pelle dei Medici di Medicina Generale e oltretutto rendono rischiosa la sicurezza degli operatori privi di copertura assicurativa relativa all’attività, imposta, da svolgere e ancora più l’assistenza ai pazienti. Ci associamo alla diffida mossa dalla FIMMG e del FISMU (Federazione Italiana sindacale Medici uniti) e chiediamo, con urgenza, l’apertura di una trattativa all’Assessore alla Sanità, che dovrebbe ben conoscere le normative che regolamentano l’attività convenzionata da quella dipendente, per trovare, se possibile, soluzione al problema, che rispetti la normativa vigente.
Antonio Sulis – Presidente Ordine dei Medici chirurghi della provincia di Oristano

Mercoledì, 14 agosto 2019

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Fonte: Link Oristano



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