In quali casi si può avere il rimborso per disservizi aerei

Si può ottenere il rimborso nel caso di disservizi, viaggiando con l’aereo? Considerato come chi utilizzi questo metodo per viaggiare sia spesso vittima di ritardi o cancellazione dei voli, la domanda è sempre d’attualità.
La risposta, almeno quando l’aereo non parte, dovrebbe essere abbastanza semplice, concretizzandosi nel rimborso dei soldi pagati, ma all’atto pratico non sempre è così. Andiamo dunque a vedere più da vicino la realtà.

La legislazione in materia 

Il punto di partenza non può che essere la normativa esistente. Per quanto riguarda il volo, essa prevede due casi specifici: il ritardo oppure la cancellazione dello stesso. Entrambi in Italia sono peraltro oggetto di regolamenti scritti, ovvero la Carta dei Diritti del Passeggero stilata dall'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) e il Decreto Legislativo 96 del 9 maggio 2005.
In particolare la prima raccoglie in un solo testo tutta la normativa internazionale relativa ai diritti dei viaggiatori in caso di disservizi da parte delle compagnie aeree ed è stata redatta seguendo le direttive della Comunità Europea.
I paragrafi 2 e 3 sono appunto dedicati ai diritti del passeggero in caso di disservizi e le norme, estratte dal Regolamento Comunitario 261/2004, sono applicabili su tutti i voli di linea e non, con partenza da un aeroporto comunitario e su tutti quelli di linea e non, che partano da un aeroporto extracomunitario, ma siano destinati verso un aeroporto comunitario, ad opera di una compagnia di un paese UE.

In sostanza il rimborso avviene solo in situazioni del tutto particolari, escludendolo ad esempio nel caso in cui la compagnia riesca a dimostrare di non avere colpe, come avviene nel caso di allarmi o condizioni meteo proibitive.

 La normativa UE

 Se la legislazione è abbastanza lacunosa e presta il fianco alle compagnie per non rimborsare molti casi di disservizio, va invece sottolineato come la normativa redatta dall’Unione Europea sia invece molto stringente. Neanche essa tuttavia riesce ad evitare abusi da parte delle compagnie, tra cui si segnalano ad esempio i rimborsi in buoni piuttosto che in moneta proposti da EasyJet, o l’abitudine a far esaminare le pratiche di rimborso non dalla sezione italiana, ma da una estera, caratteristica di RyanAir (qui trovi le info per rimborso Ryanair).
Nella pratica, quindi, ogni compagnia adotta una sua politica che molto spesso funge da freno per le richieste di rimborsi. Tanto da spingere gli addetti ai lavori a consigliare ai viaggiatori di andare ad esaminare nel dettaglio le Condizioni Generali di volo redatte da ciascun vettore aereo per capire se sussistano realmente i margini per ottenere un rimborso e per quali disservizi.

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