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Giovane di Ittiri morto di meningite, in campo una task force

SASSARI. Si sono presentanti negli ambulatori di Uri, Ittiri e Sassari i passeggeri dell’autobus che lunedì alle 19 ha accompagnato in paese il giovane di 23 anni morto mercoledì al Santissima Annunziata a causa di un’infezione da meningite. Tappando una delle ultime smagliature nella rete di sicurezza che da giorni l’Ats sta tessendo per prevenire il contagio. L’allarme resta altissimo, i medici generici sono tutti allertati e la profilassi si sta lentamente estendendo dalla prima cerchia di familiari e amici a chiunque possa essere entrato in contatto con il giovane nei dieci giorni precedenti all’infezione. Ma per ora non è stato riscontrato nessun caso sospetto. Nemmeno la fidanzata del 23enne ittirese, controllata immediatamente e che denunciava qualche sintomo di influenza, e che invece non è stata fortunatamente contagiata.


E, mentre l’Ats tiene alta la guardia, resta in preallarme il gruppo di professionisti che rappresenta una sorta di testa di ponte nella lotta contro le infezioni da meningococco, perché con le sue forze in campo permette di gettare le basi per le strategie utili al contrasto e alla diffusione di questi batteri. E questo ruolo lo ha giocato anche nei giorni scorsi, in occasione del ricovero del giovane paziente che, arrivato al pronto soccorso dell'Aou con un quadro clinico altamente compromesso, si è poi scoperto avere una meningite da meningococco Y.

Si tratta della task force della Microbiologia e Virologia dell'Aou di Sassari, diretta dal professore Salvatore Rubino, e che è formata da microbiologi e tecnici di laboratorio. «Le meningiti infettive batteriche – afferma Salvatore Rubino – rappresentano un'urgenza in campo microbiologico e per questo motivo è necessario fornire rapidamente una diagnosi di infezione da Neisseria meningitidis o di esclusione della stessa. Questa informazione – aggiunge – è fondamentale per l’Igiene pubblica che deve avviare tempestivamente, secondo quanto stabilito da circolari ministeriali e dal protocollo nazionale, le procedure di profilassi».

Per questo motivo, nell’ambito della riorganizzazione dei laboratori l’Aou di Sassari ha affidato alla Microbiologia e Virologia, diretta da Salvatore Rubino, l’organizzazione di un servizio di pronta disponibilità H24, una vera e propria “task force” che si attiva immediatamente nei casi di emergenza di meningite batterica. Il laboratorio di Microbiologia ha adottato così un sistema veloce per le diagnosi. Questo proprio perché, oltre alle attività diagnostica di primo livello, come la classica coltura che ha tempi di crescita batterica lunghi, è necessario dare risposte in tempi stringenti, come previsto dal protocollo per gli interventi di profilassi.

«Ci siamo dotati di un sistema diagnostico rapido ed estremamente moderno – riprende il direttore della struttura complessa di Microbiologia e virologia – che si chiama FilmArray Biofire. Si basa sulla metodica molecolare automatizzata chiamata Polimerase chain reaction, o Pcr multiplex, che permette di diagnosticare entro due ore la Neisseria meningitidis, cioè il meningococco».

In questo modo qualora l’agente eziologico rilevato sia il meningococco è possibile subito avvertire oltre che i reparti, per l’inizio della terapia sul paziente ricoverato, avvisare anche il servizio di Igiene pubblica territoriale che in maniera celere può attivarsi con la corretta attività di profilassi.

E così è avvenuto martedì sera, quando dalla Rianimazione è stata attivata la task force del laboratorio di Microbiologia. La diagnosi veloce, poi confermata dalla struttura complessa di Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere con l'identificazione del sierogruppo Y, ha consentito l'avvio della profilassi antibiotica sugli operatori entrati a contatto con il paziente. Inoltre è stato possibile avvisare celermente le autorità competenti, l'Ats Sardegna, per l'avvio delle azioni di profilassi sui contatti.
 

Fonte: La Nuova Sardegna


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