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Blocca l’autobus e minaccia autisti e passanti

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Attimi di follia in via Turati prima dell’arrivo della polizia. Boeddu: «Più garanzie sui mezzi pubblici»

SASSARI. Sono dovute intervenire due pattuglie della polizia e i motociclisti della polizia locale ieri mattina per ricondurre alla ragione il passeggero di un autobus dell’Atp che – dopo un’animata discussione con l’autista – ha inscenato una protesta in mezzo alla strada, paralizzando il traffico per diversi minuti.

L’uomo, un sassarese di una sessantina d’anni, dopo aver minacciato l’autista, i passeggeri e alcuni controllori dell’azienda di trasporto pubblico intervenuti in soccorso del collega, si è piazzato in mezzo alla strada, in via Turati, e ha iniziato a inveire con tono minaccioso contro chiunque provasse ad avvicinarsi a lui.

In pochi minuti il traffico è impazzito e molti passeggeri hanno preferito abbandonare il mezzo della linea 1 diretto a Piandanna e proseguire a piedi. Solo dopo l’arrivo delle forze dell’ordine l’autobus è potuto ripartire e la circolazione è ripresa. L’uomo è stato identificato e probabilmente verrà denunciato per interruzione di pubblico servizio. Sulla vicenda è intervenuto il segretario generale della Filt Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu. «L’ennesimo episodio increscioso accaduto in pieno centro a Sassari, a soli pochi giorni da un simile episodio ripreso dai cellulari in Via Tavolara - attacca Boeddu - deve farci riflettere e deve servire affinché le forze dell’ordine, le istituzioni e la comunità, non sottovalutino quanto purtroppo si presenta con sempre maggiore frequenza. Questa volta l’episodio increscioso però è accaduto non per strada ma a bordo di un bus - aggiunge il sindacalista - creando panico tra i passeggeri che si sono trovati in un luogo chiuso in balia di una persona che è andata in escandescenza». Per Boeddu bisogna intervenire al più presto in soccorso del personale dei mezzi di trasporto. «La solitudine di chi guida i bus - spiega il segretario della Filt Cgil - viene presa dai delinquenti come una ulteriore possibilità di farla franca. Sarebbe opportuno attivare quanto prima un tavolo permanente presso le Prefetture in cui siedano istituzioni, forze dell’ordine, rappresentanti delle aziende e parti

sociali. È auspicabile infine - conclude Boeddu – un rafforzamento degli organici di chi ha il dovere di tutelare l’incolumità dei cittadini, con assunzione di personale e il potenziamento della tecnologia sui mezzi: telecamere fuori e dentro i bus servirebbero come deterrente».

Fonte: La Nuova Sardegna


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