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I battelli restano fermi in porto

PORTO TORRES. Da una parte l’amministrazione comunale difende a spada tratta la mobilità sostenibile – il Comune ha assunto il ruolo guida in questo settore all’interno della Rete metropolitana – dall’altra parte diventa difficile comprendere come non riesca ancora a utilizzare i propri strumenti.

Da circa un anno e mezzo all’interno del cantiere navale dei fratelli Polese ci sono infatti i due battelli elettrici finanziati circa dieci anni fa dal ministero dell’Ambiente a favore del Comune – con una quota di 492mila euro – e mai utilizzati nei mesi estivi sulle acque del Parco nazionale dell’Asinara. Cala Reale e Cala d’Oliva – questi i nomi dei battelli dotati di pannelli fotovoltaici – si trovano in bella mostra nel cantiere alle radici della banchina degli Alti fondali.

Il Comune aveva partecipato nel 2008 al progetto “Bando fonti rinnovabili, risparmio energetico e mobilità sostenibile nelle isole minori”: i battelli sono arrivati a Porto Torres a metà agosto 2017, per essere sperimentati nelle acque del porto dopo una settimana, ma a quanto pare nulla era stato possibile fare perché mancava il passaggio di consegne dalla casa costruttrice al Comune. Una situazione ingarbugliata, insomma, risolta qualche tempo dopo dal punto di vista burocratico.

L’amministrazione comunale aveva poi concluso l’iter con la registrazione dell’atto di trasferimento di proprietà dal cantiere costruttore, ditta Agromare con sede ad Angri, al Comune di Porto Torres. E successivamente era stata trasmessa anche tutta la documentazione necessaria alla Capitaneria di porto di Salerno per l’iscrizione delle due imbarcazioni nei registri navali.

Qualche mese prima dell’estate l’assessora all’Ambiente aveva dichiarato che era necessario assumere dati per l’elaborazione del bando di gara per l’affidamento definitivo del servizio alla società vincitrice, che lo avrebbe gestito per quattordici mesi sostenendo tutte le spese e mantenendo per sé solo le entrate derivanti dalla vendita dei ticket. Tante belle intenzioni, dunque, ma nel frattempo nessun avviso pubblico per la gestione e neanche notizie certe dell’avvenuta sperimentazione dei battelli sul mare.

Un’altra estate persa, quindi, per mettere in funzione gli strumenti delle mobilità sostenibili a disposizione del patrimonio comunale, che avrebbero permesso di navigare sottocosta in direzione dei borghi dell’Asinara. Con l’obiettivo di dare anche nuove possibilità di fruizione, per esempio balneare, a turisti e visitatori che nel periodo estivo frequentano il Parco nazionale.

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Fonte: La Nuova Sardegna


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