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SANITA’, Ancora disagi per i pazienti dopo la chiusura del reparto Chirurgia Plastica e Centro Ustioni del Brotzu

Sono passati quasi sei mesi dalla chiusura della struttura complessa di Chirurgia plastica ricostruttiva – Centro ustioni  dell’ospedale Brotzu di Cagliari e, nonostante ripetute rassicurazioni, i pazienti che hanno costituito il Comitato spontaneo “No alla chiusura”, per contestare e contrastare la soppressione del loro reparto, lamentano ancora una drammatica carenza di assistenza, nell’indifferenza delle Istituzioni regionali.

“Il nuovo anno è appena iniziato ma non si registra alcuna novità positiva – hanno scritto i pazienti del ComitatoLa soppressione di questo centro d’eccellenza ha causato un prevedibile e rilevante vuoto di cure. All’interno dell’Azienda, infatti, permane un’inqualificabile ‘presenza’della chirurgia plastica, così l’ha definita la Direzione del Brotzu che ha volutamente rinunciato alle professionalità che avevano fatto della struttura un fiore all’occhiello della sanità sarda. E ciò in pregiudizio dei pazienti e di coloro che hanno diritto alla migliore assistenza“.

Ma anche sul fronte degli ustionati, dopo la chiusura dell’accorpato Centro ustioni, l’unico del sud Sardegna, la situazione è grave: “La Direzione del Brotzu aveva dichiarato che si sarebbe mantenuto lo stesso ‘percorso assistenziale’ del passato a beneficio dei pazienti ustionati – hanno aggiunto – Invece, i pazienti ora transitano al Brotzu e vengono trasferiti al Centro grandi ustioni di Sassari, anche per tipologie di ustioni che sono sempre state curate presso il Centro di Cagliari”. 

L’ultimo caso lo scorso 7 gennaio: un operaio con ustioni alla gamba, durante il lavoro nella zona di Iglesias, è stato trasportato con l’elisoccorso al Brotzu, da dove, dopo una notte di ricovero, è stato trasferito con ambulanza a Sassari: “Ustioni non gravi, che solitamente venivano trattate quotidianamente nel reparto soppresso. Cancellando il Centro ustioni e privandosi dell’esperienza acquisita in 30 anni di attività si obbligano pazienti e familiari a spostarsi per oltre 200 chilometri dalla zona di residenza per usufruire di cure che per legge (lo prevede la Riforma della rete ospedaliera) dovrebbero essere garantite al Brotzu di Cagliari. Un aggravio della spesa sanitaria senza creare alcun beneficio ai pazienti ed ai cittadini”.

Perciò, i pazienti del Comitato spontaneo “No alla chiusura”, per l’ennesima volta, chiedono alla Regione che si faccia finalmente chiarezza sulla soppressione della struttura complessa di Chirurgia plastica ricostruttiva e del Centro ustioni del Brotzu. (red)

 (admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia


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