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Alghero, il WWF chiede al Sindaco "il giardino spontaneo delle piante pioniere"

Il Wwf, chiede che venga realizzata una fascia eco-filtro lungo tutta la spiaggia da San Giovanni a Fertilia (ovvero dal molo di sottoflutto del porto di Alghero sino a Fertilia) quale giardino sponta-neo delle piante pioniere profonda 5 metri e lunga 7 (sette) chilometri. “Sarebbe un giardino spontaneo che si costituirebbe naturalmente, se non venissero effettuati inopportuni interventi di “aratura” della spiaggia – scrive Carmelo Spada, esponente del WWF Sardegna, in una lettera aperta indirizzata al Sindaco di Alghero e all’assessore all’ambiente -. Esso avrebbe l’importante funzione di contenere il fenomeno della dispersione della sabbia in occasione di burrasche. In tale giardino, per assolvere anche la sua funzione didattica, andrebbero posti dei pannelli per illustrare l’importanza della posidonia nell’ecosistema marino, della dinamica delle spiagge e delle piante pioniere. Il Wwf ritiene che per realizzare il giardino spontaneo delle piante pioniere profondo 5 metri e lungo 7 (sette) chilometri si debba eliminare il deposito di stoccaggio della posidonia di San Giovanni, ormai non più sostenibile in quel contesto, in quanto dentro la città.

“Il Wwf ritiene che la realizzazione del giardino spontaneo delle piante pioniere profondo 5 metri e lungo 7 (sette) chilometri possa assolvere una funzione fondamentale per la difesa della sabbia della spiaggia stessa ponendo in essere, e sostituendo, gli attuali incannicciati con il sistema a losanga adottato nella spiaggia del Poetto di Cagliari e in altre della Sardegna. Il Wwf, chiede che vengano interrotti i quotidiani interventi di “aratura” della fascia di 5 metri nel primo tratto della spiaggia del lido nella quale già si assisteva, sino a poche settimane fa, ad una fase avanza di ricrescita spontanea delle piante pioniere in assenza di interventi, a nostro avviso, inopportuni. Al tempo stesso risulterebbe utile prevedere l’eliminazione delle piante allogene, quali il fico degli Ottentotti (Carpobrotus edulis) che sta sommergendo, in alcuni tratti, i meravigliosi e autoctoni gigli di mare (Pancratium maritimum L.) superstiti, la loro tutela e valorizzazione”.

“Chiediamo – prosegue Spada – che vengano aumentate le porzioni di spiaggia libera da destinare ai cittadini quale equilibrato utilizzo dei beni comuni prevedendo, come indicato nelle linee guida per la stesura del Pul, che gli stabilimenti balneari di norma siano ad almeno 50 metri di distanza uno dall’altro. A questa prima fase, realizzabile in tempi brevi, si potrà prevederne un’altra di medio termine per quella che potrà essere la città del futuro. In tal senso il WWF pone all’attenzione pubblica, un’idea progettuale eco-sostenibile di alto valore socio-urbanistico-ambientale come già è stato realizzato in molte città europee: bonificare, riqualificare e portare la spiaggia e la balneazione sin dentro la città effettuando la deviazione, tecnicamente possibile – e dopo valutazione di impatto ambientale -, dello scarico del canalone del Mariotti, che sfocia nella spiaggia di San Giovanni, al molo di sottoflutto del porto di Alghero”.

“In tal modo – scrive ancora l’esponente dell’associazione ambientalista – si recupererebbero diversi ettari di spiaggia dentro la città rendendo balneabile quel tratto di mare oggi precluso a casa dello scarico del canalone. La città del futuro passa attraverso la riqualificazione ambientale di tutto il sistema delle spiagge con strategie che mettano in atto interventi che consentano di mantenere, consolidare e ampliare la spiaggia dentro la città perché significa aumentare la qualità della vita dei cittadini (residenti e ospiti) che possono usufruire del mare all’interno della città, facilmente raggiungibile senza neppure l’uti- lizzo di mezzi di trasporto a basso impatto come l’ibrido o l’elettrico.  Il WWF chiede al Sindaco di Alghero di sottoscrivere un protocollo d’intesa per realizzare:  il giardino spontaneo delle piante pioniere profondo 5 metri e lungo 7 (sette) chilometri da San Giovanni a Fertilia, e interrompere immediatamente “l’aratura quotidiana” delle piante pioniere della spiaggia” – conclude Spada.

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