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«CR7 al Bazar Tartaruga» ma è uno scherzo del web - Cronaca

«CR7 al Bazar Tartaruga» ma è uno scherzo del web - Cronaca
SASSARI. E’ bastato un fotomontaggio con il faccione sorridente di Cristiano Ronaldo, lo sfondo inconfondibile di corso Vico e del Bazar di Tartaruga, carico di bandiere colorate e maglie da calcio, per mettere in subbuglio i tifosi sassaresi più creduloni. Quando qualche giorno fa l’immagine del fuoriclasse portoghese in posa davanti al negozio di Franco Fiori, sassarese di 60 anni (per tutti in città “Tartaruga”) ha iniziato a rimbalzare nelle chat di Whatsapp e sulle bacheche Facebook dei gruppi più frequentati, sono stati in tanti che hanno avuto un sussulto. «È stato un mio amico a fare il fotomontaggio per farmi uno scherzo – racconta divertito Franco Fiori – ma non avrei mai pensato di dover spiegare a così tanta gente che di Cristiano Rolando in corso Vico purtroppo non si è vista neanche l’ombra».Eppure in tanti ci sono cascati. Sarà che Sassari alla fine non è poi così lontana dalla Costa Smeralda, dove proprio una settimana fa CR7 in carne ed ossa si è recato per un blitz improvviso con tutta la famiglia, e che il fotomontaggio con tanto di maglia della Juve in mano era fatto alla perfezione, che alla fine in tanti hanno abboccato allo scherzo. E a “Tartaruga”, juventino sfegatato, a dirla tutta non gli è sembrato vero. «Tanti ragazzini, ma anche persone di una certa età – racconta Franco Fiori – sono venute in negozio a chiedere se veramente l’attaccantedella Juve fosse passato da queste parti. E in tanti ne hanno approfittato per chiedere la riproduzione autorizzata della sua maglietta bianconera». Da questa estate, quando la Juventus ha annunciato a sorpresa di aver messo sotto contratto l’ex stella del Real Madrid, anche in città si è scatenata la caccia alla maglietta numero 7 dei bianconeri. E il “Bazar da Tartaruga” non si è fatto trovare impreparato. «Le maglie di Ronaldo e della Juve in generale – spiega “Tartaruga” – sono le più richieste». Figlio di Nino Fiori, storico bancarellaio dell’emiciclo Garibaldi, “Tartaruga” ha iniziato a lavorare da giovanissimo e dopo tanti anni di bancarella - piazzata in settimana in viale Italia e la domenica davanti all’Acquedotto - dal 2002 ha aperto il bazar che porta il suo curioso soprannome. «Mi conoscono tutti così fin da quando ero ragazzino – spiega – e il negozio non potevo chiamarlo diversamente». Un tempo il pezzo forte in vendita nel Bazar erano le sciarpe e le bandiere della Torres, oggi non è più così, anche se l’amore per la squadra della città è sempre fortissimo. «E’vero – conclude Franco Fiori – basta poco per far riesplodere la passione per i rossoblù». Chissà che un giorno non troppo lontano Cristiano Ronaldo non possa mettere piede veramente in città per affrontare la Torres con la maglia della Juve, e lo si possa incontrare in corso Vico senza dover ricorrere a un fotomontaggio.

vedi su La Nuova Sardegna



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