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Il progetto sul Pit fluviale all’esame della Regione - Cronaca

Il progetto sul Pit fluviale all’esame della Regione - Cronaca
PORTO TORRES. Si è finalmente concluso l’iter progettuale per la difesa della città dalle inondazioni del rio Mannu, opera finanziata circa 16 anni fa con una somma di 6milioni e 700mila euro, che a breve sarà sottoposto alla Valutazione di impatto ambientale (via) da parte del Servizio ambientale della Regione.Il progetto ha visto diverse elaborazioni a causa di numerosi vincoli, delle interferenze e delle prescrizioni presenti nell’area di studio. Dove si è cercato di perseguire l’obiettivo di conseguire una adeguata mitigazione del rischio di inondazione molto elevato contemperando le esigenze archeologiche, paesaggistiche e ambientali dell’area. Ciò ha condotto alla definizione di un sistema capace di contenere i livelli dell’acqua entro l’ambito fluviale e senza arrecare danno alle infrastrutture di trasporto e ai beni archeologici presenti. Fasi progettuali. La prima attività progettuale si è conclusa nel 2004 con la redazione del progetto preliminare inoltrato all’assessorato regionale ai Lavori pubblici e la conseguente firma dell’Accordo di programma per l’ottimizzazione del bando Pit SS1. Il piano di caratterizzazione, in quanto l’area ricade nel sito inquinato di interesse nazionale, è stato trasmesso nel 2006 al ministero dell’Ambiente e successivamente modificato, su indicazioni dell’Arpas, nel febbraio 2008 e reso attuativo nel 2010. Le attività di campionamento e analisi effettuate fra il 2001 e 2012 e i risultati validati da Arpas nel 2013. Nel corso della progettazione si sono dovuti adeguare criteri e parametri progettuali agli strumenti pianificatori esistenti in materia di rischio idrogeologico: Piano di assetto idrogeologico, Piano stralcio delle fasce fluviali e Piano di gestione rischio alluvioni. Obiettivo dell’intervento. Il tratto terminale del rio Mannu è riconosciuto come “tronco critico” dal Piano di assetto idrogeologico regionale, in quanto sede di fenomeni alluvionali a pericolosità molto elevata e oggetto di proposte di sistemazione finalizzate alla mitigazione del rischio idraulico. L’obiettivo del progetto prevede quindi un insieme di interventi per mitigare il rischio di piena e limitare danni potenziali alle infrastrutture, al centro abitato e ai beni archeologici. Risanamento area. Il progetto di sistemazione idraulica prevede anche il risanamento degli ambiti degradati, l’ampliamento della foce e la riqualificazione delle aree di pregio per la fruizione pubblica. La messa in sicurezza del fiume permetterà di dare un volto nuovo all’intera area, in continuità con una delle principali zone archeologiche della Sardegna, quella di Turris Libisonis, dove si erge anche il Ponte Romano. Tutta l’area sarà dunque liberata dai manufatti esistenti e il livello del terreno sarà riportato alle quote originari. Sarà creato uno spazio libero vicino alla zona archeologica e verrà rimossa la soglia sotto il ponte Vespucci, viadotto sulla foce a ridosso della spiaggia della Marinella, che costituisce una barriera trasversale al deflusso delle acque.

vedi su La Nuova Sardegna












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