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La plastica eco di Relicta trionfa alla “Start cup” - Cronaca

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SASSARI. Il futuro degli imballaggi si chiama “Relicta” una plastica ecologica, ricavata dagli scarti della lavorazione del pesce, che riduce il ciclo dello smaltimento. É l’idea progettuale vincitrice della X edizione di Start cup Sardegna, competizione ideata dalle università sarde in collaborazione con un nutrito team di partner.

Il gruppo formato da Davide e Matteo Sanna, Mariangela Melino, Andrea Farina e Giovanni Conti, già vincitore del contamination lab dell’università di Sassari, ha sbaragliato la concorrenza di tredici gruppi che per una serata si sono dati battaglia sul palco del Civico.

Al secondo posto si è classificato Mo.Nat, gruppo di Sara Vignoli e Daniela Paddeu, che hanno puntato, invece, sulle strutture d’arredo modulari mentre il terzo è stato assegnato a neeoT (contamination lab università di Cagliari) di Renato Caboni, Federico Corona e Nicola Aldo Cabras, per il progetto di una rete privata dedicata agli agricoltori che permette l’analisi e l’impiego in tempo reale dei dati utili alle coltivazioni. Ai primi tre classificati vanno premi in denaro e servizi, ma soprattutto la qualificazione al Premio nazionale dell’innovazione in programma a Napoli tra fine novembre e i primi di dicembre.

Con un format accattivante, che ricalca quello sperimentato con successo nei più noti talk show televisivi, la finale dello Start cup Sardegna 2017, concorso tra le migliori idee d’impresa, alla decima edizione, ha messo in campo tredici gruppi reduci da un percorso compiuto nei due atenei sardi, che si sono contesi la vittoria a colpi di innovazione. L’evento, organizzato dagli uffici di trasferimento tecnologico degli atenei di Sassari e Cagliari, ha visto, quest’anno, la partecipazione delle squadre vincitrici dei contamination lab con le cinque idee premiate in piazza Castello durante la “Notte europea dei ricercatori” e le altre tre proposte da altrettanti team dell’università di Cagliari.

La presentazione al pubblico si è svolta con un sistema denominato “elevator pitch”, cinque minuti a gruppo per raccontare in modo chiaro la propria idea e convincere la giuria puntando su innovazione, sostenibilità e spirito imprenditoriale.

Due le novità di quest’anno: il contraddittorio tra i gruppi e il ruolo degli “opponent”, sorta di avvocati del diavolo che alla fine di ogni presentazione hanno rivolto domande ai concorrenti individuando eventuali punti deboli del progetto.

Ancora, la votazione in diretta da parte di una giuria di esperti che ha contribuito per il 50 per cento al computo del punteggio finale, mentre l’altra metà è l’esito delle valutazioni dei business plan espresse da una giuria più ristretta composta da Alberto Scanu (Confindustria Sardegna), Luca Saba (Coldiretti Sardegna), Carlo Mannoni (Fondazione di Sardegna), Francesco Chiari (Numera), Salvatore Desole (Unifidi Sardegna), Claudio Virzilio (Legacoop Sardegna), Ignazio Pischedda (gruppo Bper) e Ginevra Balletto (Rotary club Cagliari).

Il delicato lavoro degli “opponent”, invece, è stato affidato a Alberto Scanu, Pierluigi Pinna (Abinsula), Luca Saba e Giovanni Pinna Parpaglia (Ordine dottori commercialisti ed esperti contabili di Sassari). La serata è stata condotta da Lorenzo Micheli del Clab Ambassador.

Ai vincitori, l’onore di rappresentare la Sardegna a Napoli dove concorreranno i progetti di impresa vincitori delle altre Start cup italiane.

Chi vince il nazionale si aggiudica i premi offerti dagli sponsor, ma soprattutto il contatto con i principali esponenti della comunità scientifica e finanziaria che operano sul campo, un’occasione straordinaria che potrebbe rappresentare un trampolino di lancio verso il successo.

vedi su La Nuova Sardegna