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Ex colonia campestre il “piano” di rinascita rifiutato dal Comune - Cronaca

SASSARI. Per far risplendere l’ex colonia campestre di via Savoia, in parte rimessa a nuovo dal Comune con 270mila euro e poi lasciata in mano ai vandali e ridotta a discarica, c’era un progetto di tre ragazze sassaresi che avrebbe trasformato l’ex asilo e il giardino circostante in uno spazio culturale aperto alla città.

Un progetto che all’inizio dell’estate era entrato fra i quindici finalisti del bando nazionale “Culturability - rigenerare spazi da condividere” promosso dalla Fondazione Unipolis, per sostenere progetti culturali innovativi ad alto impatto sociale. Il programma, chiamato Ex-Col, era stato creato e cesellato da Paola Maniga, Laura Fois, e Claudia Muresu.

Un “sogno” che aveva ottenuto il sostegno di una rete di partner pronti a dare il loro contributo: Arts Tribu, Rumundu, Eba Giara, 4 Cani per strada, Tamalacà, Lifely, Abinsula, InveloVeritas, FabLab Sassari, UfaFabrik di Berlino.

L’unico a non crederci e a voltare le spalle al progetto all’ultimo momento era stato proprio il Comune di Sassari. A poco è valso il sesto posto conquistato al bando della Fondazione Unipolis, con tanto di “Menzione speciale della Direzione generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, che ha assegnato a Ex-Col il premio di 10.000 euro.

Per Palazzo Ducale non era abbastanza. La Giunta comunale accoglieva il progetto, ma poneva condizioni insostenibili: con una delibera concedeva l’ex asilo in gestione all’Ex-Col, ma a patto che i gestori si impegnassero a ristrutturare l’ex asilo vandalizzato a proprie spese, a provvedere alla manutenzione dei giardini e a pagare un affitto a partire dal terzo anno di gestione.

Solo per le spese di ristrutturazione dell’ex asilo semi distrutto dai vandali dopo che il Comune ci aveva speso 270 mila euro per rimetterlo a nuovo, sarebbero stati necessari tra i 25 mila e i 40 mila euro, secondo le stime richieste dal gruppo di Ex-Col. A queste condizioni il progetto si è per forza di cose arenato, con il risultato che due bandi del Comune per la gestione dell’ex asilo sono andati deserti e che nel frattempo l’area di via Savoia è diventata una discarica a cielo aperto.

La palazzina liberty che in passato ospitava l’asilo è diventata lo svago dei vandali: finestre rotte, porte divelte, muri imbrattati.

E il progetto che avrebbe trasformato il sito nella prima community hub della Sardegna è finito in un cassetto.

Il tetto dell’ex asilo avrebbe dovuto ospitare un cinema, concerti e programmazione culturale, mentre gli spazi interni sarebbero stati utilizzati per offrire un doposcuola creativo, corsi di formazione per artisti e attività educative per giovani.

Tutto sarebbe diventato in spazio ibrido, trasparente, volto a trasmettere agli abitanti nuovi modi di fruizione della cultura, del teatro, della fotografia, dell’innovazione sociale.

Tutto, invece, è rimasto abbandonato, distrutto, inutilizzato.

vedi su La Nuova Sardegna