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Non ci sono i numeri, cancellata a Ozieri la scuola per gli adulti - Cronaca

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OZIERI. «Tutti gli animali sono uguali, ma qualche animale è più uguale degli altri» è una frase dello scrittore inglese George Orwell che probabilmente sintetizza lo stato d’animo di una ventina di studenti ai quali è stato negato il diritto allo studio con la cancellazione del corso serale che avevano intrapreso ad Ozieri.L’antefatto racconta che l’istituto tecnico agrario cittadino “Enrico Fermi” l’anno scorso ha istituito, con la supervisione del Cpia, Centro provinciale di istruzione per gli adulti, di Sassari, un corso di studi serale, affiancato a quelli già esistenti nelle sedi di Bono e Thiesi, per il conseguimento del diploma, rivolto ad adulti, lavoratori e non, che sentivano la necessità di avere il titolo. Una quindicina di studenti hanno entusiasticamente aderito riponendo nell’operazione speranze, aspettative e sogni chi per trovare un nuovo posto di lavoro, chi per avanzare professionalmente o ancora per propria soddisfazione personale e la frequenza delle lezioni della classe riferite al primo e secondo anno insieme sono state regolari e assidue. La bontà della cosa ha portato quest’anno ad un incremento delle iscrizioni che sono, a oggi, di 22 unità ed ecco però che arriva la prima tegola: il corso non potrà proseguire. È tutta una questione di numeri che troppo spesso mettono in secondo piano le persone. Il dirigente scolastico dell’istituto, Antonio Ruzzu,, incolpevole e costernato dice che «purtroppo ci siamo ritrovati di fronte ad una mancanza di risorse che parte da lontano, dalle stanze del ministero dell’Istruzione. Ci chiedono 25 studenti per formare una classe parificando questi numeri a tutto il territorio nazionale senza pensare che noi viviamo in un’isola e i numeri di altre regioni non possono essere uguali ai nostri. È l’effetto della mancanza di una legge regionale sull’istruzione – ha concluso Ruzzu – che ora più che mai dovrebbe essere presa in considerazione dalla politica regionale».Il nodo probabilmente è più politico che tecnico anche perché, con una deroga ai numeri, l’anno scorso il progetto è stato fatto partire e allora ci si chiede come mai a maggior ragione quest’anno, la deroga non possa essere concessa.I numeri non possono prescindere dalle persone a cui sono state date aspettative di vita e di lavoro che oggi vengono impietosamente disattese. Non si sarebbe dovuto iniziare ma nel momento in cui si da il via, bloccare tutto a metà crea davvero un danno sociale e umano ben superiore ai quattrini che lo Stato vorrebbe risparmiare. La dirigenza dell’istituto per cercare appoggio nella pressante richiesta di prosecuzione del corso ha chiesto un intervento anche del sindaco Marco Murgia e del commissario straordinario della Provincia di Sassari Guido Sechi ed entrambi hanno garantito interessamento per far si che gli studenti possano portare a compimento il regolare corso di studi.

vedi su La Nuova Sardegna