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Signor Mario: “Al Cep l’aria è tenebrosa. Non c’è lavoro, il Comune dorme e non fa nulla per giovani e famiglie”

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“Al Cep l’aria che tira è di tenebra, manca il lavoro e i giovani che possono andarsene via lo fanno, i pochi rimasti sono disorientati perché non vedono nessun approdo sicuro”. Mario Mura, 73 anni, oltre quattro decenni fa si trasferisce da Meana Sardo a Cagliari. E, almeno lavorativamente, è “uno del Cep”. Un rione che conosce molto bene, tra un pieno a un’automobile e un controllo alla pressione delle gomme di un motorino, le chiacchiere quasi si sprecano. “Ma sono tutte interessanti, spesso da una semplice parola ricevo in dono quasi l’intero racconto di una vita”. E le vite delle persone, anche al Cep, sono preziosissime. “Delinquenza e droga non ci sono quasi più, adesso la difficoltà principale è il lavoro. L’essere umano si migliora anche se viene aiutato a essere inserito nella società”.
“Al Cep mancano spazi di aggregazione, e le famiglie che riescono a occuparsi dei figli sono sempre meno. Il Comune deve sostenere soprattutto loro, giovani e famiglie, assistendoli se necessario e trovando soluzioni per far fiorire, una volta per tutte, il rione”.

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