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«Mio padre non è morto? Mi dispiace» - Cronaca

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USINI. «Ma davvero non è morto? Mi dispiace». Nessun pentimento da parte di Pierluigi Sechi, il 48enne che martedì mattina ha massacrato a bastonate il padre nella loro casa di Usini. Lui, Giovanni Maria, 80 anni, ha il cranio fracassato, pieno di fratture, il volto livido e gonfio completamente fasciato dalle bende che lo rendono simile a una mummia. Così lo ha ridotto suo figlio che ora è rinchiuso in una cella di Bancali, proprio oggi in carcere è prevista l’udienza di convalida dell’arresto. I medici del reparto di chirurgia maxillo facciale del Santissima Annunziata, dove l’ottantenne è ricoverato, hanno lasciato libere dalle bende giusto le narici e la bocca. Ma la tempra di questo anziano genitore, che negli ultimi anni ha lottato come un leone per difendersi dalle violenze del proprio figlio, è forte e i medici dicono che ce la farà.Il 48enne – che è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio – subito dopo aver colpito Giovanni Maria con almeno trenta bastonate ha raggiunto a piedi la caserma di Usini e si è costituito davanti al maresciallo Matteo Secchi. Voleva ammazzarlo quell’anziano padre “colpevole” di non dargli i soldi che gli servivano per comprarsi la droga. Perché tutti sapevano che Pierluigi era tossicodipendente, per questa ragione le liti tra i due erano frequenti e spesso violente. E quando martedì mattina Pierluigi si è scagliato con un bastone pesantissimo contro l’ottantenne lo ha fatto con l’intenzione di ucciderlo. E probabilmente ci sarebbe riuscito se non fosse arrivato il fratello di Giovanni Maria, che abita lì accanto e che ha disarmato il nipote.Altrimenti non si spiegherebbe così tanta violenza, ha aspettato il padre nel cortile e quando lo ha visto gli è andato addosso e lo ha colpito con forza. Il sangue sul cemento la dice lunga sulla quantità di bastonate che il povero anziano ha preso, soprattutto in testa. Ma è rimasto ferito anche sulle braccia e sulle spalle, forse nel tentativo di ripararsi dai colpi. Fino a cadere a terra, quasi in fin di vita.Oggi Pierluigi Sechi, assistito dall’avvocato d’ufficio Claudio Montalto, comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida. Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta quasi certamente chiederà la permanenza in carcere, viste le modalità con le quali è avvenuta l’aggressione.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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