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Smac per le pazienti oncologiche - Cronaca

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SASSARI. Un’ampia sala d’attesa con il tavolone per le riunioni multidisciplinari e accanto il locale con le postazioni del numero verde e il front office. Due ambulatori chirurgici, uno per le consulenze e la preparazione preoperatoria, l’altro per le medicazioni dopo l’intervento e un altro spazio per gli incontri delle pazienti con gli specialisti. Con la benedizione del cappellano don Tanca e alla presenza dei vertici sanitari e politici, ieri mattina sono stati inaugurati, al piano terra del palazzo Clemente in viale San Pietro, i locali destinati alla Smac (Senologia multidisciplinare aziendale coordinata), il percorso che accoglie la donna a cui è stato diagnosticato un carcinoma mammario, la accompagna per tutta la durata delle cure e la segue per i cinque anni successivi.Il “cuore” del servizio è un team di specialisti in varie discipline come radiologia, oncologia, chirurgia, psicologia e riabilitazione. A gestire il percorso delle donne invece sono al momento tre infermiere - di cui la coordinatrice Leurdina Corongiu - le quali prendono in carico le donne che chiamano il numero verde dedicato e programmano per loro, di volta in volta, le visite necessarie per procedere con le terapie. «Si tratta di un percorso diventato realtà - ha detto il direttore sanitario Aou Nicolò Orrù - e che ci ha consentito e continuerà a permettere una migliore integrazione tra le professionalità coinvolte. Un risultato ottenuto anche grazie allo sforzo delle associazioni di volontariato che hanno contribuito con l’acquisto degli arredi della sala d’attesa e del carrello chirurgico».Il ruolo del volontariato e delle donne è stato messo in evidenza anche dal direttore generale Antonio D’Urso che ha riconosciuto come «le associazioni ci hanno messo a disposizione le loro intelligenze e i loro consigli. Il risultato è una collaborazione, un modo nuovo di fare sanità a Sassari. La Smac, inoltre, è anche il frutto di un lavoro unitario, tra ospedalieri e universitari, un percorso che vede nel mirino l’obiettivo della breast unit».Sì, perché la Smac dovrebbe essere solo l’inizio - come hanno sottolineato le responsabili delle associazioni Andos e Cuore di Donna e della commissione comunale per le Pari opportunità - di un percorso che porterà le donne, si spera presto, ad essere seguite in una struttura multidisciplinare a loro dedicata. Erano presenti, oltre che i responsabili della Smac Alberto Porcu e Antonio Pazzola, l’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru («una giornata importante per la Sardegna e un modello da seguire»), il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e l’assessore comunale alle Politiche sociali Monica Spanedda.

vedi su La Nuova Sardegna