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Muore schiacciato dalle balle di fieno - Cronaca

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SASSARI. Stava sistemando una pila di mini balle di fieno all’interno del capannone. Un’operazione banale fatta centinaia di volte. Ignazio Gadau, sessantotto anni, ha lavorato sin da piccolo nella storica azienda agricola di famiglia a Campanedda in località Liori. Ieri sera verso 20, mentre spostava una balla, ha fatto crollare l’intera catasta. Non ha fatto in tempo ad allontanarsi e una ventina di mini balle gli sono piovute sopra. L’uomo purtroppo è rimasto schiacciato dal peso del fieno, seppellito da diversi quintali di materiale. Una mini balla infatti pesa mediamente una ventina di chili, ma un’intera parete che frana addosso non dà scampo.Ad accorgersi dell’incidente è stato il fratello Luciano col quale gestiva la sua attività di allevatore. Ignazio era piuttosto abitudinario e la sua routine era scandita da ritmi precisi. Era strano che alle 20 non fosse già a casa sua ( si trova a poca distanza dall’azienda) a preparare la cena o a sbrigare le faccende domestiche. Così Luciano è andato a dare un’occhiata nei terreni e nei magazzini, dove aveva lasciato una mezzoretta prima il fratello. Quell’assenza lo preoccupava un po’, voleva accertarsi che non fosse successo nulla. Entrato nel capannone ha visto subito il cumulo di mini balle per terra, e ha capito che sotto c’era Ignazio. Per lui però non c’era più nulla da fare. Luciano Gadau ha allertato immediatamente l’ambulanza del 118 e il mezzo dell’Avis di Campanedda si è precipitato nell’azienda agricola. Ma i volontari non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Una vita dedicata al lavoro quella di Ignazio Gadau. Non si è mai sposato e non ha avuto figli. La mattina presto andava al bar e all’edicola di Campanedda, acquistava il giornale, poi beveva un caffè. Qualche minuto di relax per sfogliare qualche pagina, quattro chiacchiere con i gli amici che in quel momento facevano colazione, e poi via al lavoro nell’azienda tramandata di padre in figlio: "Coltivazioni agricole associate all'allevamento di animali: attività mista”, recita il registro delle imprese. La gestivano in due, diversi ettari di terreno e numerosi capi ovini. In primavera si raccoglie il fieno e la paglia, poi le balle si custodiscono al chiuso per essere poi utilizzate in inverno come mangime per gli animali o come lettiera. Probabilmente la pila non era stabile, era stata eretta in maniera sbagliata, ed è bastato toccare il una balla per innescare l’effetto domino.

vedi su La Nuova Sardegna












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