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“Nel carcere di Uta mancano farmaci contro piattole e pidocchi”

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“Gli antiparassitari sono farmaci indispensabili in comunità in cui vige la convivenza forzata. Non dovrebbero mai mancare quindi in un Istituto Penitenziario. La loro disponibilità per un’immediata somministrazione evita infatti che possano verificarsi situazioni che determinano la necessità di ricorrere all’isolamento delle persone. Nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta però alcuni farmaci, compresi gli antiparassitari, non sono costantemente disponibili con conseguenze negative per tutti”. Lo sostiene la presidente di “Socialismo Diritti Riforme”, Maria Grazia Caligaris, che si è fatta interprete del grave disagio segnalato all’associazione dai familiari dei detenuti e dai reclusi. “Le carenze degli antiparassitari – precisa Caligaris – si aggiungono a quelle, peraltro già segnalate, dei preparati destinati a contenere i disturbi dell’umore come stabilizzatori o tranquillanti. La vita dei cittadini privati della libertà all’interno delle strutture penitenziarie è particolarmente esposta al vacillare di equilibri spesso raggiunti con grande difficoltà. Basta poco quindi per generare situazioni critiche che talvolta diventano a catena. La disponibilità non costante dei farmaci di fascia C, a cui i detenuti hanno diritto, e degli antiparassitari, genera situazioni di profondo disagio, coinvolgendo talvolta l’intera comunità che contempla gli operatori penitenziari nella loro interezza”. “E’ necessario quindi – conclude la presidente di SDR – prevedere adeguate scorte di questi farmaci e antiparassitari ed evitare che si debba incorrere in situazioni di emergenza costringendoo chi lavora agli acquisti all’ultimo secondo per evitare conseguenze peggiori. Anche se la spesa sanitaria regionale è sempre fuori quota non ci risulta che su questi aspetti si sia potuto pensare di fare risparmi”.

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