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La lezione della crisi: risparmiatori più cauti - Cronaca

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SASSARI. È un'economia in continua evoluzione quella del ventunesimo secolo. Il fallimento della disinvolta politica volta ad assicurare prodotti finanziari per tutti, senza se e senza ma, ha lasciato sul campo ferite che ancora non rimarginano. Dopo il crollo nel 2008 della Lehman Brothers, simbolo di eccellenza nell'offerta dei servizi finanziari rivolti a privati e istituzioni, l'economia globale ha repentinamente mutato aspetto.Oggi, chi ha capacità di spesa agisce molto più cautamente in borsa e nel delegare a terzi la gestione delle proprie risorse. Quanto accaduto ha invogliato gli investitori alla conoscenza degli strumenti utilizzati e creato una cultura di massa che ha trasformato gli ex allocchi in pseudo traders. Inoltre, in un’economia attraversata dalla recessione, sono lentamente cambiati i volumi d'acquisto delle merci in rapporto alla qualità dei prodotti offerta. Ciò è acclarato dalla continua ascesa dei fatturati delle aziende di nicchia, vedi i settori dell'alta moda, la gioielleria fine, gli immobili di prestigio e le auto di lusso.Nel contempo, vi è una pressante richiesta di discount, di negozi dove poter effettuare una spesa degna di questo nome. E' l'economia di mezzo che è collassata; come la media borghesia soffre calano i consumi di pari livello, alimentari e non solo. Non possiamo quindi meravigliarci nel vedere sempre più Suv costosi ma anche aperture continue di ipermercati per non abbienti. Se le nostre città si sono trasformate, ampliando le zone commerciali con rivendite di oggetti a costi irrisori, ciò è la diretta conseguenza di una richiesta vorace di prodotti che sacrifichino la qualità in nome della quantità; ecco perchè, oggi, chi è facoltoso tende a fare maggiore sfoggio della propria ricchezza. E' l'allargamento della forbice tra le classi che, fisiologicamente, muove il mercato dei consumi a livello planetario; chi è ricco ama esserlo sempre più, chi prima ce la faceva ora fatica a sbarcare il lunario, pur riducendo la quantità dei propri acquisti.D'altronde, con una classe media che ha subito l'erosione del proprio salario, nonostante le basse inflazioni, e l'avvento dell'euro che ha comportato un innalzamento dei prezzi immotivato e mal monitorato, cos'altro ci si poteva aspettare? Le ztl nei centri urbani, le politiche di ascolto nei confronti degli artigiani e piccoli commercianti non possono bastare ad arginare un fenomeno popolare che, oltre le mode, deve fare fronte alla leggerezza delle tasche dei propri interpreti. Occorrerà fare di necessità virtù e resistere, indomitamente, all'assalto di un'economia spiccia, poco attenta alla qualità, dove è facile perdere il nesso tra potere d'acquisto e valore di mercato. 

vedi su La Nuova Sardegna