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Asta mercato dei bovini da carne: venduti i 57 capi messi all’incanto - Cronaca

OZIERI. Il filo smarrito negli anni in cui pareva che la zootecnia ad Ozieri dovesse definitivamente segnare il passo a vantaggio di settori terzi che ne hanno invece decretato in parte la decadenza sembra sia stato ritrovato e il Mercato e Asta dei bovini da carne svoltasi sabato è li ben presente a dimostrarlo. Tradizionalmente Ozieri è sempre stata nel secolo scorso un punto fisso di riferimento per la mostra e compravendita di bestiame sin dai raduni nell’Orto del Conte, al foro boario di Donnighedda e infine presso il polo fieristico del quartiere San Nicola e sabato ha dimostrato di reclamare a buon diritto il ruolo di preminenza. Proprio qui infatti si è svolta la manifestazione organizzata in modo congiunto dall’amministrazione comunale con le associazioni provinciali e interprovinciali degli allevatori della Sardegna e riservata alle razze Limousine e Charolaise con una presenza anche della Pezzata Rossa da carne che ha richiamato numerosi allevatori sia in veste di espositori che in quella di acquirenti e il successo è andato oltre le migliori aspettative poiché le vendite e l’interesse non sono mancati. Cinquantasette capi presenti in catalogo nonostante le difficoltà di movimentazione dovute alla blue tongue, risolte grazie al prezioso contributo del servizio veterinario, sono un inizio importante che potrebbe portare nuovo slancio ad un mercato in continua crescita soprattutto per la nuova coscienza del consumatore che sempre più spesso cerca carne prodotta e lavorata sul territorio italiano.Selezione genetica, linee genealogiche certe, innovazione e ricerca sono temi che una volta in campagna erano difficili da affrontare ed oggi invece sono entrati nella mentalità comune. «È un evento stimolante per noi – ha detto Marco Cossu, giovane allevatore di Osilo – perché ci gratifica per tutti gli sforzi che facciamo nel creare linee selezionate investendo e studiando sodo. L’asta ci permette di confrontarci con i nostri colleghi ma soprattutto di vendere ad una platea più ampia e di allargare i nostri contatti».In effetti il primo grande risultato gli organizzatori lo hanno avuto mettendo on line il catalogo in cui era presente la scheda analitica di ogni animale accompagnata da foto e da valutazioni morfologiche e che ha permesso già prima che si inaugurasse il mercato di vendere ben diciassette capi. I restanti quaranta sono stati oggetto di trattative sin dallo scarico in stalla mentre i rimanenti sono stati valutati attentamente dal giudice valutatore nazionale Giuseppe Cannizzaro che ha ritenuto ammissibili all’asta undici capi Limousine e uno Charolaise che sono stati battuti, senza diritti d’asta, dal direttore dell’Associazione nazionale allevatori razze bovine Emanuele Villa. «Sono davvero orgoglioso di quanto fatto in pochi mesi e per questo devo ringraziare tutta la struttura comunale, lo staff del Reis e il gruppo dei migranti volontari che si sono dati da fare per mettere in piedi tutto questo – ha detto con soddisfazione il sindaco Marco Murgia –. In un così difficile momento per l’agricoltura abbiamo voluto dare un segnale forte e speriamo che la Regione ci affianchi in questo percorso affinché l’appuntamento diventi fisso e magari affiancato da altre manifestazioni di rilievo». Al fianco dell’asta del bovino ha riscosso notevole successo anche Arte del Saper Fare che assente da qualche anno, si è ripresentata con una sessantina di espositori con manufatti di pregevolissima fattura.

vedi su La Nuova Sardegna