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Il castello di Sanluri, un gioiello di pietra

La Sardegna non è solo mare, essa racchiude in sé molto di più: nel suo entroterra si intrecciano storia, cultura e arte, tutto corredato da ospitalità e buon cibo, insomma c'è un mondo intero tutto da scoprire, tanto per i turisti quanto per gli abitanti della regione. Volendo parlare di cultura e storia, perché non iniziare da uno dei periodi più controversi, misteriosi e amati: il medioevo? 

L'associazione tra Sardegna e medioevo spesso non è così immediata, eppure la storia della regione in questo lungo periodo è stata piuttosto ricca. A testimonianza di ciò ci restano oggi molte tracce, di cui 88 castelli sparsi ovunque nel territorio. Purtroppo molti di questi oggi sono poco più che ruderi, riportati alla luce con pazienza e maestria dagli archeologi che, quasi sempre, sono riusciti comunque a riproporci un'idea di quella che era la loro forma e la loro funzione; uno solo tra questi castelli è ancora abitabile, il Castello di Sanluri.

 Il castello nasce nel 1355 su una precedente fortificazione del XII secolo, e sorge nel Medio Campidano a circa 50 km dall'attuale città di Cagliari, al tempo invece era esattamente al confine tra il giudicato di Cagliari e quello di Arborea, con questi ultimi infine ci furono nuovi scontri con la Corona aragonese che nel 1409 conquistò la residenza. 

Questo fu un momento di profondo cambiamento, in quanto il luogo passò dall'avere una funzione militare all'essere la dimora di varie famiglie spagnole; dalla metà del 1800 circa la nobiltà feudale iberica ebbe un periodo di crisi, così nel 1920 il castello è divenuto di proprietà dei conti Villasanta. L'ultimo discendente è morto nel 2015 all'età di 88 anni, ed è soprattutto grazie a lui che nell'ultimo secolo il castello è stato conservato tanto bene. Alberto Villasanta infatti lo ha restaurato ed impreziosito, rendendolo fruibile al pubblico al quale spesso faceva da guida, raccontando la storia della sua famiglia di origine fiorentina, quella del maniero e soprattutto di quanto fosse fiero di essere diventato un sanlurese doc! 

Su questa costruzione ci sono tante storie di battaglie e famiglie, ed è curioso come spesso ci si rivolga all'edificio con il nome di “Castello di Eleonora d'Arborea”, seppure non si abbia nessuna prova del fatto che ella vi abbia abitato o anche solo soggiornato. Sappiamo invece che nel 1943 divenne quartier generale del Generale Urbani del comando dell'aviazione e poi del Generale Ronco, divisione paracadutisti Nembo. Inoltre una delle sue diramazioni ospitò un museo dedicato alla memoria dei sardi caduti durante la prima guerra mondiale, adornato da cimeli e da armi donate dal Duca D'Aosta. 

Al di là delle opere e dei cimeli storici conservati nell'edificio, spesso i visitatori dicono o scrivono nelle loro recensioni che è il castello stesso a restare impresso grazie alla possente struttura quadrangolare, sovrastata da quattro torri angolari merlate, con le mura alte 12 metri e spesse due. Quando si accede, ci si trova davanti ad una scala piuttosto scenografica che sale al primo piano. Tra gli ambienti più affascinanti troviamo di certo lo studio del conte generale Nino Villasanta (padre del defunto Alberto), dove si può curiosare la sua corrispondenza con Gabriele D'Annunzio. Si potranno ammirare anche i ricordi legati alla famiglia di Napoleone, la stanza delle regine con arredi rinascimentali e la sala Gondi. Uno degli ambienti più apprezzati in assoluto è la stanza da letto, arredate con mobili del XVII, XVIII e XIX secolo; in tanti restano ad ammirare l'armadio di colore chiaro con lo specchio al centro, il mobile da toletta e il letto singolo, così definito pur avendo le dimensioni di quello che potrebbe tranquillamente essere un matrimoniale nelle case moderne, date le sue dimensioni tutt'altro che modeste. 

Oggi all'interno del castello è possibile visitare anche il museo delle ceroplastiche, in assoluto il più importante in Europa grazie alle sue oltre 400 opere tra sculture e ritratti, alcune delle quali davvero rarissime. Le date di queste vanno dal '500 all'800 e sono firmate da autori d'eccellenza come Susini, Ammannati, Giambologna ed altri. Gli orari e i prezzi sono segnalati sul sito internet del castello, che ad oggi è disponibile anche per organizzare eventi, matrimoni, rinfreschi, mostre ed altro.