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Ct1, appello di Confcommercio

«Incertezze o tentennamenti su questo argomento rischiano di riversare pesantissimi effetti sul sistema aeroportuale, e particolarmente per Alghero, appena riavviata verso una fase di rilancio a seguito della sua privatizzazione»

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CAGLIARI - «E' necessaria una grande alleanza tra la politica, tra le forze di governo e di opposizione, il sistema degli aeroporti, le imprese, le organizzazioni datoriali e dei lavoratori, il sistema delle Camere di Commercio e la società civile affinché sia sostenuta una posizione netta e forte, all'unisono, da tutti quei soggetti che sono ben consapevoli che la tenuta dell'intero sistema, anche sociale, della Sardegna, non può prescindere dallo strumento della Continuità territoriale aerea». Lo afferma il presidente di Confcommercio Sardegna, Alberto Bertolotti, che è anche consigliere di amministrazione della società di gestione dell'aeroporto di Cagliari-Elmas, la Soagaer, in merito alle censure dell'Ue riguardanti i bandi per la continuità territoriale tra i tre scali sardi di Alghero, Cagliari e Olbia e quelli di Roma e Milano.

Secondo Bertolotti «non significa demonizzare il libero mercato, che è altrettanto necessario favorire con ogni strumento consentito, ma neanche sarebbe corretto glorificarlo fino a ritenerlo l'unica prospettiva possibile quando non addirittura l'unica utile. Il prossimo 9 giugno 2018 si esaurirà definitivamente la proroga concessa e, se allora il libero mercato si sostituirà alla Ct1, i rischi per la tenuta dell'intero sistema della nostra Regione sarebbero gravissimi. E' per questo che la battaglia deve necessariamente assumere una dimensione che si rivolga ad uno scenario nazionale – osserva - l'occasione per un coinvolgimento dello Stato potrebbe essere la prossima visita del presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni a Cagliari in occasione della Settimana sociale dei cattolici, che si tiene il prossimo weekend».

«In materia di politica di trasporto in ambito Ue, una realtà insulare non può prescindere dalla Continuità territoriale per svariati motivi – argomenta -. Innanzitutto per un semplice motivo di pari opportunità con territori che, per pure questioni geografiche, possono contare su alta velocità, rete viaria, autostrade ed altri strumenti di collegamento. Ma vi sono, tra gli altri motivi, anche dati normativi solennemente dettati da principi costitutivi comunitari enunciati negli artt. 3 e 174 del TFUE di Lisbona. Senza Continuità, inoltre – aggiunge - si prospetterebbe per i sardi un futuro con grandi e gravissime incertezze in termini di mobilità, il cui diritto viene sancito costituzionalmente anche dallo Stato italiano. Pertanto vi sono aspetti normativi costituzionali, sia statali che europei, che la dovrebbero garantire».

«Se ciò non bastasse ad innescare un moto dell'intero sistema regionale, siano chiari alcuni dati inconfutabili – sottolinea - Per quanto riguarda il solo aeroporto di Cagliari, la Ct1 nel 2016 ha pesato intorno al 50% sia per numero dei movimenti che per il volume di passeggeri. Sugli altri aeroporti sardi, ben oltre il 40%. E' pertanto evidente che incertezze o tentennamenti su questo argomento rischiano di riversare pesantissimi effetti sul sistema aeroportuale, e particolarmente per Alghero, appena riavviata verso una fase di rilancio a seguito della sua privatizzazione. Ma è sull'intero sistema economico e sociale della Sardegna che gli effetti sarebbero devastanti. Ecco perché – conclude - non si può parlare con sufficienza del superamento della Continuità territoriale. Anzi, non può semplicemente essere messa in discussione, la Sardegna non può e non deve rinunciarvi».

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