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Sestu, genitori obbligati a prendere i figli all’uscita di scuola, la Dirigente:”Facciamo solo rispettare la legge”

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“Fino a oggi, con il buon senso, avevamo imbastito strategie per evitare di mettere in difficoltà le famiglie. Adesso non c’è più la condizione per poterlo fare. A riprendere un figlio che ha meno di quattordici anni può venire sia un genitore sia un delegato, basta organizzarsi. Lo sto facendo anche io con mia figlia, che frequenta una terza media”. A parlare così è Alessandra Tatti, la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Sestu. Anche lì via libera alla direttiva legata alla sentenza della Corte di Cassazione che, nei fatti, proibisce l’allontanamento “in solitaria” dei minori di 14 anni dalla scuola. “Si comunica che, anche a seguito della sentenza della Corte di Cassazione n. 21593/2017, qualunque minore di anni 14 dovrà essere riconsegnato al termine delle lezioni dal docente al genitore/tutore legale o ad un suo delegato. Non è possibile, quindi, autorizzare l’uscita autonoma degli alunni al di sotto dei 14 anni d’età, in nessun caso”.
 
La Tatti è chiara: “Lo Stato ha deciso che fino a 14 anni non si è capaci di intere e volere, non basta più che un genitore firmi una liberatoria. Certo”, osserva la dirigente, “solo in Italia c’è un eccesso di norme, per ogni caso particolare si partorisce una norma generale. A Berlino ho visto bambini che attraversavano in bicicletta una strada a 4 corsie per andare a scuola, a Londra tanti giovanissimi studenti prendevano la metropolitana, tranquillamente, da soli”.

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