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Invitas, porto Cagliari si apre a città

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(ANSA) - CAGLIARI, 23 OTT - Si affaccia sul mare Invitas per aprire ancora una volta una vetrina sulla Sardegna dei sapori, cultura e tradizioni, fine artigianato. Forte delle 150 mila presenze dello scorso anno, ritorna al porto di Cagliari dal 28 ottobre all'1 novembre, per la terza volta, la manifestazione organizzata da Alessia Littarru e Ivan Scarpa. Una non stop con gli stand e le cucine aperte dalle 20 alle 23, con tre giorni festivi e tre navi da crociera attese nello scalo del capoluogo.    Cinque intense giornate tutte da vivere con l'area del porto animata da 150 espositori, postazioni food, sfilate, maschere di Sinnai e Sestu, musica, launeddas, balli ma anche poesia, letteratura, incursioni nel medioevo e Rinascimento e "Aregordus de miniera de Buggerru", racconti, memorie, flashback per rievocare attraverso il suono della sirena e la voce dei figli dei minatori, le storie delle cernitrici e dei minatori di Buggerru.    Un ricco programma tra cultura e gastronomia in un trionfo di prodotti tipici, miele, olio, pane, olive, salumi, formaggi, vino, tutto a Km zero, cucina da passeggio a base di ricette tipiche e anche ricercate da abbinare con calici di vino e boccali di birra. Ricette antiche e portate d'autore da gustare su una veranda con vista sul mare. La manifestazione è stata presentata a Cagliari nei locali dell'ex Stazione marittima da Alessia Littarru, Massimo Deiana, presidente dell'Autorità di sistema dei porti dell'Isola, Valeria Mangiarotti, responsabile marketing, e Marzia Cilloccu, assessora comunale alle Attività produttive. "Lo spirito è racchiuso nel titolo della manifestazione, aprire e tenere in vita tradizioni, storia, cultura, eccellenze enogastronomiche e artigianali della Sardegna", ha spiegato Alessia Littarru. Taglio del nastro tra sfilate di maschere e costumi e un caloroso benvenuto con "Su Cumbidu".    Invitas ha uno spazio anche per la piccola gastronomia con cucina a vista dove poter gustare raviolini fritti, seadas, panadine, sapori di un'antica tradizione e saperi che si perdono nel tempo. (ANSA).   

Fonte: Ansa