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«Crescita mesi spalla, i dati vanno letti in maniera approfondita»

«Che un giornale telematico locale sia culo e camicia con l’amministrazione del sindaco Bruno è  un dato di fatto, sempre più di dominio pubblico. Ma che questa vicinanza sconfini, come sempre più di frequentemente e spudoratamente accade, fino a far sembrare  il giornale online l’organo di stampa ufficiale dell’Amministrazione in carica, e che lo stesso  inizi a dare i numeri, come si usa dire quando si sparano cifre a caso, lascia perplessi e proietta ombre sulla credibilità degli articoli pubblicati. E’ giusto di qualche giorno fa la notizia fornita in anteprima mondiale con il titolo trionfalistico : “Crescono anche i mesi spalla +13% Alghero, boom certificato: i dati”. Peccato però che, nel fornire i dati rilevabili dal sito del Comune,  si commetta qualche “errore” e si riportino valori non corrispondenti a quelli ivi indicati, fatto questo che porta a gonfiare i risultati del secondo trimestre 2017». Così in una nota i rappresentanti del Direttivo di Azione Alghero.

«Per fare chiarezza, – si legge – precisiamo allora che i dati utilizzati sono quelli relativi all’imposta di soggiorno e alle denunce effettuate dai titolari delle strutture ricettive, inclusi i proprietari delle seconde case locate sul mercato turistico, e che i dati corretti degli arrivi sono pari a 346.645 e non a 364.645, come indicati dalla testata online. Questo porta perciò  a  ridimensionare la crescita degli arrivi di 18.000 unità e, conseguentemente, la stessa percentuale del 13% fornita dal giornale telematico, mentre le presenze per lo stesso periodo del 2017 rispetto a quello del 2016 segnano un incremento decisamente più contenuto, pari al 4,51%».

«Da ricordare poi che l’incremento di quanto incassato con l’imposta di soggiorno nel periodo di riferimento è pari al 2,42% , che non riesce a compensare la perdita del 2,67 % registrata lo scorso anno. Comprendiamo che la smania di evidenziare i grandi meriti dell’Amministrazione rispetto alla crescita degli arrivi e delle presenze in città faccia perdere il conto, ma che questo poi si traduca, anche involontariamente, siamo generosi e propendiamo per una svista,  in una informazione inesatta è più difficile da accettare. Certo, siamo tutti ben lieti che nel secondo trimestre 2017 ci sia stata una crescita di arrivi e presenze rispetto allo stesso trimestre dell’anno  scorso, ma anche una lettura più approfondita consentirebbe di usare toni meno trionfalistici»

«Infatti – proseguono dal Direttivo – altro elemento che concorre in misura rilevante a far crescere, solo apparentemente, il numero degli arrivi è in realtà costituito dalla graduale ( purtroppo ancora insufficiente) emersione degli ospiti dichiarati ai fini dell’imposta di soggiorno dai proprietari di seconde case che sempre nei due semestri di riferimento passano da 793 a ben 2418 con un incremento del 67,21%, ma anche dai gestori di altre strutture che stranamente mostrano incrementi  di arrivi e presenze decisamente anomali, con punte, in taluni casi, anche di oltre il  38% . Questo significa che il fenomeno è assai più complesso, con variabili che non sono minimamente state prese in considerazione, e richiederebbe una lettura neutra, scientifica e non “politica” dei dati senza ascrivere indebitamente meriti a nessuno, tantomeno per  le politiche di destagionalizzazione e per l’animazione territoriale, che  in molti si chiedono quali siano».

«La mancanza in ambito turistico di una governance e di una condivisa strategia locale a regia pubblica (tramite una Destination Management organization di ultima generazione),  la gravissima situazione di isolamento geografico causata dallo stato del trasporto aereo e del trasporto pubblico locale  con la  mancanza di collegamenti fondamentali anche per gli stessi residenti, non costituiscono certo un merito per l’Amministrazione regionale e per quella locale, e tanto meno  le premesse migliori per guardare al futuro con serenità. Dobbiamo, infatti, fare di tutto per prepararci e con largo anticipo, al momento in cui dovessero cessare le tensioni geopolitiche e i problemi di sicurezza legati al terrorismo che hanno causato  lo spopolamento turistico di intere aree a nostro favore, favorendo importanti flussi turistici. Allora, se le cose nel frattempo non fossero cambiate, dovremmo fare i conti con una realtà ben più preoccupante. Viste però le premesse c’è poco da stare sereni» – concludono.

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