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la Sardegna rinuncia al prestito

La Regione autonoma della Sardegna non contrarrà un mutuo per il ripianamento della spesa sanitaria per gli anni 2016/2017, rinunciando così all’anticipo di liquidità previsto nella Legge di stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri

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CAGLIARI - La Regione autonoma della Sardegna non contrarrà un mutuo per il ripianamento della spesa sanitaria per gli anni 2016/2017, rinunciando così all’anticipo di liquidità previsto nella Legge di stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri. La decisione è stata comunicata dal presidente Francesco Pigliaru in una lettera al ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan.

«La nostra decisione giunge al termine di un attento e serio lavoro di recupero di ogni possibile risparmio dal bilancio regionale, pur in presenza di ridottissimi margini di manovra, che ci consente grazie a un duro e costante lavoro di ripulitura di evitare l’indebitamento - spiega Pigliaru - Ho ritenuto opportuno informare subito il ministro della nostra decisione in modo da non occupare spazi finanziari che possono essere utilizzati proficuamente in altre iniziative del Governo. Ringrazio in particolare il ministro De Vincenti, che in questi mesi ha seguito la vicenda con grande attenzione».

«Abbiamo fatto le nostre valutazioni e concluso che la procedura prevista dal mutuo che ci era stato proposto è tecnicamente molto complessa - spiega l’assessore regionale del Bilancio Raffaele Paci - Si tratta di un prestito da restituire in trent'anni, che avrebbe erogato 150milioni per il 2018 ed altrettanti per il 2019, ma per poterlo utilizzare pienamente sarebbe stato necessario attivare una serie di complicati meccanismi contabili, perché per legge è vietato indebitarsi per pagare spese correnti. Quindi abbiamo cercato strade alternative e siamo molto fiduciosi di poter ripianare quel debito grazie all’incremento delle entrate, a una severa ripulitura dei conti regionali che ha già permesso di destinare 115milioni al disavanzo sanitario, ai primi risultati del Piano di rientro e alla rimodulazione di alcune spese. Siamo convinti - conclude Paci - che per le finanze della nostra regione la partita importante si gioca sulla nuova intesa con una forte riduzione degli accantonamenti».

Nella foto: Francesco Pigliaru e Raffaele Paci

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