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Terramaini, abbandonato il ponte incendiato. “Causa ai proprietari dei terreni”

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Di Paolo Rapeanu
Il primo agosto 2016 l’incendio, che parte da alcuni terreni privati, divora il ponticello all’interno del parco. Il Comune non ha i soldi per ripararlo, il presidente della Municipalità di Pirri, Paolo Secci: “Bisogna far pagare i danni ai padroni dei terreni, non hanno rispettato l’ordinanza di sfalcio delle erbacce”
Le fiamme che divorano gran parte del ponticello dentro il parco di Terramaini, lo scorso agosto 2016, partono da alcuni terreni di proprietà di privati, tenuti in condizioni abbastanza pietose. Nessuno sfalcio delle erbacce, e così, in una delle estati più torride degli ultimi decenni, il fuoco ha gioco facile. Nei mesi successivi, promesse e nulla più da parte del Comune: “troveremo i soldi per sistemare tutto in tempi brevi”, ma, a quindici mesi di distanza, lo scenario è ancora quello, triste e grigio, di un’area sfregiata dal fuoco.
“Le fiamme sono partite da terreni non comunali, la colpa è dei proprietari che non hanno rispettato l’ordinanza che impone lo sfalcio dell’erba secca”, tuona Paolo Secci, presidente della Municipalità pirrese. “Zedda aveva detto che i soldi sarebbero arrivati grazie ad un aggiustamento di bilancio, ma il tempo passa e i tantissimi cittadini che frequentano il parco continuano a chiederci perché non è stato fatto nulla. Il Comune si deve attivare, con il suo ufficio legale, per verificare la responsabilità dei proprietari di quei terreni dai quali si è sviluppato l’incendio che poi si è propagato fino a Terramaini”.

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