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Porto turistico allo sbando Record di inefficienza - Cronaca

PORTO TORRES. Viaggia ormai verso un record di inefficienza amministrativa la pratica che riguarda la gestione del porto turistico - di competenza della Port Authority - che a distanza di quasi due anni si mostra in condizioni di degrado ambientale e con problematiche relative alla sicurezza delle strutture. Nei primi mesi del 2016 il soggetto che si era assicurato la gestione del molo aveva infatti restituito la concessione all’Autorità portuale, lasciando diversi pontili e innumerevoli diportisti ormeggiati senza alcun servizio come acqua ed energia elettrica. Una situazione complessa a cui si aggiungeva anche la mancata sorveglianza alle imbarcazioni. I pontili galleggianti sui quali sono ormeggiate le imbarcazioni, inoltre, non presentano le necessarie condizioni di stabilità: stanno perdendo l’ancoraggio alla banchina, dopo la mancata manutenzione, rischiando di generare danni incalcolabili. Lettera dei diportisti. A lanciare il grido di allarme sullo stato di precarietà della struttura portuale erano stati anche i diportisti che hanno le imbarcazioni ormeggiate nei pontili galleggianti. Con una lettera indirizzata al sindaco Sean Wheeler, nel marzo scorso, lamentavano di essere abbandonati e senza servizi primari: «I pontili e le strutture necessitano di manutenzione e le criticità aumentano per la mancanza di una gestione che possa impedire anche furti e atti di inciviltà a danni dei privati e del molo».La protesta di Carta. Il consigliere Alessandro Carta di Autonomia popolare, ha presentato una interrogazione al sindaco chiedendo un immediato intervento presso gli uffici competenti della nuova Autorità di sistema portuale, per una rapida risoluzione delle problematiche burocratiche relative all’affidamento. L’esponente di Ap chiede una azione immediata di messa in sicurezza delle strutture, insomma, dove venga fatto presente che il porto, al pari di tutti gli altri, deve poter garantire servizi volti allo sviluppo del territorio. «Anche se la questione risulta essere di competenza dell’Ente di gestione portuale – dice Carta –, chi ha subito il danno di immagine è la nostra città e non di certo l’Authority. Il sindaco faccia presente che - in considerazione del riassetto degli enti di governo portuale che accentra in una unica autorità tutti gli scali sardi - deve finire una volta per tutte la disparità di trattamento che innumerevoli volte questo territorio ha mal sopportato: sarebbe incredibile e mortificante pensare che l’utenza stessa provveda a farsi i lavori per mettere in sicurezza la propria imbarcazione, pagando di tasca propria».

vedi su La Nuova Sardegna