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Pestato con una spranga e rapinato - Cronaca

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SASSARI. Hanno finto di essere clienti ma le loro intenzioni erano ben diverse: appena si è spalancata la porta dell’abitazione di via Barisone, nel centro storico, è esplosa la violenza: la vittima è stata aggredita, immobilizzata e colpita più volte, anche con una spranga di ferro, quindi rapinata di una catenina d’oro e del denaro. Il branco - quattro ragazzi giovanissimi - si è poi dileguato.Il grave episodio si è verificato ieri mattina, pochi minuti dopo le 5: nel mirino un transessuale di 25 anni, originario della Colombia e da qualche tempo in città. É stato un passante a trovarlo con la testa fracassata, seminudo e in stato di incoscienza. Immediato l’allarme alla centrale operativa del 118 che ha inviato una ambulanza e ha chiesto l’ausilio della polizia. In via Barisone sono arrivati gli agenti della sezione volanti e poi i colleghi della squadra mobile che hanno avviato le indagini per cercare di risalire agli autori della brutale aggressione e della rapina.La vittima è stata assistita dagli operatori del 118 e poi accompagnata al pronto soccorso del “Santissima Annunziata”: i medici hanno riscontrato una profonda ferita alla testa e un trauma cranico. La prognosi iniziale è di circa un mese di cure.Pochi gli elementi al momento acquisiti dalla polizia che sta cercando di recuperare le immagini di alcune telecamere della zona che potrebbero avere documentato l’arrivo e la fuga dei quattro giovanissimi. Una “missione” chiara quella del quartetto che ha giocato molto sull’effetto sorpresa: quando la vittima ha aperto la porta di casa pensava di trovarsi in presenza di un cliente, per quanto l’ora fosse un po’ insolita. Improvvisamente, invece di una sola persona se n’è trovato di fronte quattro. La violenza è esplosa subito; il 25 enne colombiano è stato tempestato di botte e colpito più volte con una spranga (o un tubo) di ferro. Poi rapinato dei soldi e della catena d’oro che aveva al collo. Non è escluso che abbia perso conoscenza e che si sia ripreso solo quando i suoi aggressori erano già lontani. Le sue invocazioni di aiuto sono state sentite da un passante e che si è reso conto della presenza della persona a terra che perdeva copiosamente sangue dalla parte anteriore del capo.É stato lui stesso a sollecitare l’intervento del 118 con la chiamata effettuata dal suo cellulare. Agli agenti avrebbe raccontato di non avere visto nessuno nelle immediate vicinanze della casa di via Barisone, e questo porta a ipotizzare che l’aggressione possa essere avvenuta un po’ prima, con il “branco” che ha avuto a disposizione abbastanza tempo per la fuga.Appena e condizioni di salute lo consentiranno, la vittima sarà sentita dagli investigatori della polizia. La sua testimonianza potrebbe risultare fondamentale per cercare di identificare almeno uno dei quattro componenti del gruppo protagonista dell’aggressione e della rapina. Anche se è molto probabile che il giovane non abbia neppure avuto il tempo di vedere bene in faccia i rapinatori. Nella strada purtroppo nessuno ha visto o sentito niente. In giro non c’era praticamente nessuno e anche la persona che ha dato l’allarme e fatto scattare i soccorsi è transitato dalle parti di via Barisone solo per caso.Di certo c’è che i quattro giovani sapevano bene chi abitava in quella casa (non è escluso che qualcuno di loro ci fosse già stato in precedenza o che comunque avesse avuto informazioni da altri bene informati) e quindi si sono presentati a colpo sicuro. Anche la scelta dell’orario non deve essere stata casuale perché ha consentito di agire indisturbati, senza la presenza di eventuali testimoni. La squadra mobile avrebbe eseguito diversi controlli (l’inchiesta è coordinata dal pm Mario Leo) e pare che dei giovani siano stati accompagnati negli uffici della questura. Non sono esclusi sviluppi in tempi rapidi.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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