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Autunno a Molentargius: natura e spensieratezza a portata di due ruote

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di Maria Laura Manca

“Il golfo ride come un lago alla luna e i fari brillano sul cielo e dentro l’acqua.(…)L’anima smarrita guarda l’immenso circolo del mare e si sgomenta innanzi all’infinito e ciò che lascia nel passato a quanto va incontro nel futuro”. Cagliari. Grazia Deledda

“ti va di fare un giro al Parco di Molentagius-Saline per fare qualche scatto?”. “Perché no! e se lo facessimo in bici… è il periodo ideale e al mattino presto così abbiamo una luce particolare ” propongo io. Decidiamo per questo sabato.

Una mattinata insolita: colgo l’occasione per ritrovare un luogo meraviglioso, gioiello del mediterraneo diventato luogo simbolo identitario della città di Cagliari e della Sardegna tutta, e in questo periodo piacevolmente al centro del dibatto pubblico e dei riflettori. E finalmente rispolvero la mia bici, messa in un angolo da oltre un anno! una bici senza pretese, una via di mezzo tra una vecchia graziella e una mountain bike (credo il termine esatto sia citybike) versione maschile … un po’ arrugginita, nel frattempo…

…. più facile per me a dirsi che a farlo, dico, alzarsi all’alba … quando poi il fine settimana diventa l’unico giorno in cui posso permettermi qualche ora in più per sonnecchiare e … infatti … arrivo in ritardo. Ritardo dovuto in parte alla mia decisione dell’ultimo momento di attraversare in bici l’intero tratto che dal Parco di Terramaini che porta alle Saline (di primo mattino il calcolo dello spazio/tempo mi viene complicato, evidentemente!).

Percorro il canale, la mia andatura credo abbia fatto inorridire i ciclisti che mi superavano, effettivamente troppo lenta. Ma quelle luci mi hanno quasi stregato costringendomi a dover cogliere ogni particolare del tragitto e che una certa velocità non può dare. Scopro a distanza quasi perfetta aironi appollaiati forse in attesa della colazione, altri uccelli che caratterizzano la fauna dell’oasi (ma non so identificarli) svolazzano qua e la per poi poggiarli lungo l’argine, e fanno ogni tanto capolino alcuni pesci che forse per conoscere di quale intensità di azzurro oggi è il cielo. Infine scorgo uno stormo di fenicotteri che attraversano il mio orizzonte, e alla mia destra nelle saline ne scorgo un numero indefinito mentre cercano cibo e riposo … sono tentata ma non mi fermo.

Mi attente la mia amica che invece ha deciso di noleggiare una bici direttamente al parco (in effetti ottima possibilità offerta, forse poteva essere una soluzione più semplice e veloce) ed eccoci in pista. Percorriamo quella che non stupisce sia stata riconosciuta come una delle più importanti aree umide d’Europa e oggi oasi naturalistico e sito archeologico ciclabile. Ogni tanto ci fermiamo per qualche scatto: riuscirà la macchina fotografica a catturare quelle sfumature che vediamo ad occhi nudi che vanno dal turchese, all’azzurro, al blu cobalto del mare che sconfina nel cielo, gli uccelli e i fenicotteri? È una bella sfida. E qualche foto la dedichiamo a noi, tra le risate … in fondo perché no? Rimaniamo affascinate e vorremmo immortalare quell’armonia tra la natura e gli elementi della produzione del lavoro dell’uomo, mentre in lontananza fa da sfondo la Sella del Diavolo.

Per un attimo mi fermo e la mia mente mi rimanda quasi dentro una scena di un film: mi chiedo, chissà come fosse il villaggio degli operai nella sua piena attività, il vocio dei lavoratori durante la pausa pranzo, il rumore delle macchine in azione ora usurate e reperti arrugginiti, simbolo di quella epoca di boom economico post bellico dell’industria manifatturiera locale (le saline sono tutt’oggi in funzione).

Quel villaggio oggi non esiste più, gli alloggi realizzati in “ladiri”, il tempo li ha piano piano restituiti alla terra: rimangono alcuni edifici che avevano al tempo più importanti funzioni, ancora molto suggestivi.

La mattinata è volata e il nostro tour volge al termine … decido di proseguire la mia giornata in relax e mi dirigo verso il Poetto – ho con me lo zainetto con un bel nuovo libro e un piccolo asciugamano – ho voglia di vedere il mare e  godere ancora un po’ di quel sole autunnale che ancora ci scalda.

Mi affianca un trenino al cui interno ci sono dei visitatori – lo vedrò fermo più avanti e passandoci affianco colgo alcuni ritagli del racconto della guida: credo faccia parte del progetto sviluppato FAI per la tutela e valorizzazione del patrimonio di quest’oasi unica nel suo genere.

Incrocio persone che corrono, altre che passeggiano e ciclisti … parecchi  … incrociamo gli sguardi e ogni tanto ci salutiamo … sorrido … è davvero un immenso piacere vedere così frequentato un luogo tanto straordinario …

foto di Alina Perra

Sito: https://ogniricciouncapricciocalovestyle.tumblr.com/post/166636226249/natura-e-spensieratezza-a-portata-di-due-ruote

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