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VILLASIMIUS, La Commissione Europea revoca il finanziamento per l’Area Marina Protetta

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La Commissione Europea non finanzierà più il progetto “Res Maris” relativo all’area marina protetta di Capo Carbonara per “l’attuale stato del sito Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis” documentato dagli esposti degli ambientalisti del Gruppo di Intervento Giuridico. Nel dossier europeo anche l’utilizzo delle ruspe a Is Traias, definito “attività contraria agli obiettivi del progetto”. Insomma, addio a due tranche di un finanziamento complessivo di 400mila euro. Della vicenda ha parlato il quotidiano L’Unione Sarda.

La lettera, che arriva come una bomba a Villasimius, è firmata dal funzionario della commissione Christian Strasser e scatena la polemica politica in paese. L’ex assessore al turismo Enrico Cogoni, giubilato nella scorsa estate, ha evidenziato come orasi rischi di perdere la possibilità di accedere a finanziamenti per progetti futuri. “Mi auguro che non ci siamo penali da pagare”, ha detto Cogoni che ha anche chiesto, attraverso i social network le dimissioni del sindaco Gianluca Dessì “per incapacità – scrive Cogoni rivolto al primo cittadino  – di ricoprire il ruolo di sindaco e di presidente dell’Area Marina Protetta, per questo assieme alle tue chiedo a gran voce le dimissioni del direttore dell’Area Marina Protetta per la mal gestione e l’abbandono totale del territorio che è sotto gli occhi di tutti”.

Dal canto suo Gianluca Dessì spiega come alla base della revoca del finanziamento ci sia “un certo trambusto per quanto riguarda le competenze fra la Città Metropolitana di Cagliari e la Provincia del Sud-Sardegna. Stanno provvedendo a fornire tutte le spiegazioni alla commissione europea. Is Traias? La Commissione non è a conoscenza delle nuove norme regionali per la pulizia delle spiagge. Dimostreremo il buon operato del Comune e dell’Area Marina Protetta. Il 24 e 25 ottobre i funzionari europei saranno in paese”.

Critica anche l’opposizione in consiglio comunale che ha presentato un’interpellanza firmata dai consiglieri Garau, Caredda, Gagliardo e Cadoni: si tratta di sei domande per fare chiarezza sugli eventuali responsabili che hanno portato la Commissione Europea ad inviare “una grave e allarmante comunicazione”.

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia