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Democrazia Oggi - Caro Lucky, lascia perdere il “partito regionale”. Non è meglio chiuderti in un disgnitoso silenzio?

Amsicora

Democrazia Oggi - Caro Lucky, lascia perdere il “partito regionale”. Non è meglio chiuderti in un disgnitoso silenzio?

Lettera immaginaria a un immaginario dirigente della fu sinistra sarda. Ogni accostamento a persone reali è arbitrario e frutto esclusivo della  fantasia del lettore.

Caro Lucky,

tu non lo ammetterai mai, ma, credimi, nessuno ti capisce più di me. Hai lavorato tanto per avere il seggio, hai perfino fatto a spintoni col tuo dante causa, il tuo benefattore, pur di non perderlo, ed ora che te lo vedi sfilare per volontà popolare, a furor di popolo, non ti vuoi rassegnare. Ammettilo, fra noi ce lo possiamo dire: le parole d’ordine, i programmi, le enunciazioni politiche per tipi come te sono solo contorno da adeguare a tutte le stagioni. Ciò che conta è buscare l’osso, è stare in sella, consiglio regionale o parlamento pari sono. E allora - ti capisco - come puoi tu lasciarti scappare l’oggetto del desiderio senza far nulla, senza reagire, senza inventarti qualcosa? Naturalmente, caro Lucky, tanto più la proposta è indecente, tanto più grande dev’essere l’obiettivo da perseguire. Solo le grandi finalità giustificano un abbandono dei principi. Per giustificare il voto ai crediti di guerra nel 1914 molti partiti socialisti, nati e cresciuti pacifisti e internazionalisti, s’inventarono l’interesse nazionale. Ora, è vero non siamo in una situazione così drammatica, tu, in fondo vuoi salvare, il tuo amato seggio: per questo basta evocare l’interesse regionale, quello della Sardegna, quello dei sardi. E si capisce il ragionamento. Ti son bastati pochi conti: PD e tutti gli altri insieme probabilmente arrivate terzi, con pochi seggi da spartire. L’abbuffata del 2014 è un sogno, bello, indimenticabile ma irripetibile, la legge truffa regionale da voi inventata per castrare i non allineati, ora si rivolta contro voi stessi, come per gli apprendisti stregoni che alla fine evocano forze arcane che si rivoltano contro loro stessi. Fra tanta miseria è difficile cavarne un seggio. E allora andiamo alla ricerca dell’interesse generale, formiamo il  “partito regionale”, un pò sulla falsariga del “partito nazionale” di renziana fantasia, lì, nell’abbondanza, qualcosa è più facile da acchiappare. Ma per evocare l’interesse regionale occorre che i barbari siano alle porte e stiano per travalicare le difese. E chi se non i populisti? I tanto cattivi e temibili pentastellati, tanto pessimi da mettere a rischio tutte le eccellenze create dal centrosinistra e dal centodestra in questi decenni: occupazione, imparzialità e buon andamento dell’amministrazione, buon governo locale e così via. Non è - pensi tu - che abbiamo combattuto una vita per ottenere questi risultati e ora lasciamo che i grillini, incompetenti e improvvisatori, ne facciano scempio! Non sia mai! Uniamo tutte le forze responsabili dal PD a FI,  e facciamo argine. Poi, respinti gli infedeli, torneremo alla nostra normale alternanza fra la naggioranza di turno e la finta opposizione di turno.Perfetto, tutto fila. Ma posso farti un’obiezione piccola, piccola? D’accordo, union sacrèe centrodestra-centrosinistra, ma con quale programma? E’ quanto voi avete fatto sinora a dover essere smontato. O no? Quindi un programma…contro voi stessi? Un po’ azzardato! Funzionerà? Vedi che a livello nazionale non regge? Il PD è impallato perché, per allearsi col M5S, doveva fare dietro front, smontare le proprie belle riforme neoliberiste e antipopolari, e per fargli opposizione dev’essere ancora più radicale nel voltarsi contro le proprie politiche recenti. E poi, caro Lucky, potresti trovarti Salvini fra i piedi. Lui con FI è già alleato. Come la mettiamo? Meglio Salvini di Di Maio? Boh! Sarà! Io, la tua strategia la vedo trabballosa, improbabile. Non sarebbe meglio se ti ritirassi in silenzio. In fondo la vita ti ha dato tanto, di più di quanto meritassi e di quanto hai restituito. Talvolta la fine dignitosa riscatta da tante nefandezze del passato. Grandi peccatori hanno lasciato un buon ricordo per la loro disgnitosa dipartita. Taluni si sono ritirati in convento o in eremi e sono diventati addirittura santi! E allora? Allora serba un pensoso silenzio, qualcuno (non io) può perfino pensare che ti sei pentito. Esci in punta di piedi. E bene per te e ancor più per gli altri, ossia per noi tutti. Non ti pare?

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