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Architetture interrotte (II) [di Franco Masala]

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Nella sua storia più che secolare la Passeggiata Coperta del Bastione di Saint Remy a Cagliari ha conosciuto momenti diversissimi che hanno alternato chiusure, riaperture temporanee, usi impropri o effimeri e, quindi, mai una destinazione definitiva e ragionata. La felice intuizione dei progettisti, ingegneri Giuseppe Costa e Fulgenzio Setti, di riservare un luogo coperto al passeggio dei cittadini in collegamento diretto con la soprastante Terrazza Umberto I, si scontrava con la difficoltà di gestire uno spazio molto ampio e tripartito in navate separate da altissimi pilastri reggenti le volte a crociera laterali e la soffittatura piana centrale.

Dopo l’inaugurazione non ufficiale avvenuta con il banchetto offerto dalla Municipalità agli architetti e agli ingegneri italiani, riuniti a congresso nazionale a Cagliari nell’ottobre 1902, lo spazio ebbe molteplici destinazioni: esposizioni campionarie; infermeria durante la Grande Guerra; sede delle scuole complementari dal 1921, con il ricorso a tramezzi interni e il parziale tamponamento delle arcate sul viale Regina Elena; luogo delle manifestazioni del festival “Primavera cagliaritana” e di varie mostre durante il regime fascista.

Nell’immediato secondo dopoguerra ospitò gli uffici decentrati del Ministero del Tesoro e abitazioni di fortuna per i senzatetto per diventare, nel 1949, la sede della I Fiera Campionaria della Sardegna.

Nel 1956 l’Ente Sardo Industrie Turistiche, nato con legge regionale del 1950 con “il compito di promuovere ed attuare iniziative dirette allo sviluppo delle attività turistiche in Sardegna”, aveva ottenuto dal Comune la concessione della Passeggiata Coperta per sistemarla adeguatamente allo scopo di ospitare mostre ed esposizioni, ed in particolare per il “museo del tappeto sardo” in funzione della collezione Manconi-Passino e di altri pezzi. Poco dopo problemi di bilancio dell’ESIT costrinsero a rinunciare alla concessione, rimandando il tutto a tempi migliori che in realtà non vennero mai.

Erano stati incaricati del progetto gli architetti Salvatore Rattu e Bruno Virdis che prevedevano l’ingresso del pubblico dalla rampa del viale Regina Elena e quello d’onore dalla scalinata del Bastione.

Una prima sala di esposizione era dotata di quattro vetrine a livello e di una pedana per stendere tappeti o costumi, e contigua ad una sorta di foyer per le informazioni e l’acquisto di pubblicazioni. Il cospicuo volume dello spazio interno era articolato in due piani con una balconata a giorno che immetteva nei due bracci del museo, uno sul viale l’altro, parallelo, nell’interno.

Era prevista anche la possibilità di attrezzare spazi flessibili con diaframmi ottenuti con serramenti ad anta a fisarmonica (modernfold). I pilastri sarebbero stati rivestiti per formare vetrine e pareti con uno studio accurato riguardo alle luci e all’acustica. Il progetto era molto articolato e rientrava nella previsione di un centro culturale comunale, poi venuto meno.

L’intervento di restauro dei primi anni Ottanta, dovuto all’ingegnere Romano Antico, ha comportato il totale rifacimento dei paramenti interni con tinte diverse secondo una griglia cromatica che ha messo in relazione le parti costruttive con i colori rosso, giallo, grigio, azzurro chiaro e nero.

Riaperta nel 1985, la Passeggiata Coperta è stata richiusa pochi mesi dopo per sopraggiunti problemi statici e di infiltrazioni d’acqua. Ulteriori aperture e chiusure datano al 2008 e al 2012 mentre, ora, si dice che iI 2019 potrebbe essere l’anno in cui riaprirà la galleria al coperto del Bastione Saint Remy secondo annunci ufficiali che rispondono ad un’interrogazione in Consiglio comunale. Sarà la volta buona? (Continua)

Il primo articolo di Architetture interrotte è stato pubblicato il 13 marzo 2018 http://www.sardegnasoprattutto.com/archives/16949

 

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