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Democrazia Oggi - Bene l’opposizione! Vademecum sul rosatellum

A.P.

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Ad iniziativa dell’ANPI e del Comitato d’iniziativa costituzionale e statutaria di c

Cagliari, lunedì alle 17 all’Hostel Marina - Scalette di S. Sepolcoro - conferenza-dibattito con la costituzionalista Silvia Niccolai su Sovranità e sistemi elettorali. Parleremo anche del Rosatellum. Partecipate!

Bisogna ammetterlo, ancora una volta i difensori più numerosi e decisi  delle prerogative parlamentari sono i pentastellati. Lo dico per indurre alla riflessione quanti specie a sinistra mantengono un pre-giudizio verso di loro, ossia esrpimono un giudizio non fondato sulle loro azioni e sulla loro linea politica. Cosa avremmo fatto il 4 dicembre senza di loro?Certo, anche Bersani  e gli altri  della sinistra stanno facendo un buon lavoro. Finalmente! Perché negli anni scorsi hanno troppo spesso subito, per disciplina di partito, l’iniziativa renziana.votandone persino le leggi più antipopolari. Ora il problema di quest’area è quello di compattarsi, partendo appunto da una convergenza sui grandi temi: attuazione della Costituzione, difesa del lavoro, rilancio della scuola, iniziative sui temi sociali e della pace. E’ però evidente che se non si dà un segnale perentorio e immediato nella direzione della ricomposizione delle varie sigle, quest’area è irrimediabilemnte destinata a scomparire perché l’incertezza sulla linea politica, accompagnata dalla frantumazione renderebbe il M5S assolutamente più attrattivo anche all’elettorato di sinistra, come già in parte avviene.L’opposione nel paese al Rosatellum deve investire non solo l’aspetto procedurale, ossia l’aberrazione della fiducia in una legge elettorale e d’iniziativa parlamentare, ma anche sul piano sostanziale, essendo la nuova proposta intrisa dei vizi che portarono all’annullamento delle leggi precedenti, anche se questa è declinata in modo diverso. In particolare, la legge sottrae la scelta dei parlamentari e dei senatori ai cittadini, favorendo la scelta ad opera delle segreterie dei partiti. Il Paròamento sarà così ancora composto da nominati, con un ulteriore svilimento della funzione dei parlamentari, rappresentanti dei partiti e non degli elettori.Anche questa legge è pertanto più che in odore di illegittimità costituzionale, ma il dato raccappricciante - come hanno sottolineato molti costituzionalisri - è che la Corte costituzionale non potrà scrutinarla prima delle prossime elezioni e, dunque, col marchingegno perverso di approvare leggi elettorali illegittime a fine legislatura, si possono all’infinito avere parlamenti formati in contrasto con la Costituzione. Una legge in frode della Carta, un vero vulnus della sovranità popolare.

Ecco ora una nota sul Rosatellum.

Il Rosatellum è la nuova legge elettorale che la Camera sta votando in questi giorni e su cui il governo ha messo la fiducia. Se dovesse essere approvata, introdurrà in Italia un sistema elettorale misto tra proporzionale e maggioritario. Per ora la Camera ne ha approvato i primi tre articoli.

Alla Camera ci saranno 232 collegi uninominali, in cui ogni partito o coalizione presenterà un solo candidato. Verrà eletto il candidato che prenderà nel collegio almeno un voto in più degli altri. Gli altri 386 seggi saranno assegnati con metodo proporzionale: ogni partito o coalizione presenterà una lista di candidati, si conteranno i voti ricevuti da ogni lista e ogni partito o coalizione eleggerà un numero di parlamentari proporzionale ai voti ottenuti. Altri 12 seggi saranno assegnati nelle circoscrizioni estere. Al Senato le cose funzioneranno in maniera quasi identica: i collegi uninominali saranno 102 e 207 i collegi del proporzionale; saranno 6 i seggi degli eletti all’estero. Non sarà possibile il voto disgiunto: significa che ogni persona esprimerà un solo voto, che andrà al candidato del suo collegio (per la quota maggioritaria) e alla lista che lo appoggia (per la quota proporzionale). Non sappiamo ancora come sarà la scheda elettorale, ma se dovesse essere barrata la casella di un candidato al collegio uninominale e la casella di una lista diversa da quelle che lo appoggiano, il voto sarà annullato.

Per eleggere dei parlamentari i partiti dovranno ottenere almeno il 3 per cento dei voti su base nazionale. Se i partiti si presentano alleati in una coalizione, quest’ultima dovrà raggiungere almeno il 10 per cento dei voti su base nazionale. I partiti che non raggiungono questa soglia non eleggeranno alcun parlamentare. Sono consentite le pluricandidature, cioè sarà possibile presentarsi in diversi collegi, ma solo nella quota proporzionale: ogni candidato potrà presentarsi in cinque collegi proporzionali differenti. Ci si può candidare in un unico collegio uninominale, ma si può essere contemporaneamente candidati in cinque collegi proporzionali.

Come accadeva con la vecchia legge elettorale, il Mattarellum, la presenza dei collegi uninominali favorirà le alleanze tra partiti, che avranno un incentivo a dividersi tra di loro i vari collegi e appoggiare in maniera unitaria i candidati di coalizione. È una situazione che favorisce il centrodestra che, soprattutto alle elezioni amministrative, ha mostrato di riuscire a ottenere buoni risultati quando si presenta unito. Anche il centrosinistra potrebbe risultare avvantaggiato, se il PD riuscisse a formare una coalizione con le forze di centro e con quelle alla sua sinistra. Il Movimento 5 Stelle, invece, rischia di essere la forza più penalizzata da questo sistema. Da un lato non intende allearsi con nessuno, dall’altro non ha molti candidati forti e con l’esperienza e la notorietà necessaria a competere efficacemente nei collegi uninominali.

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