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Venerdì mattina arriveranno alla Carbosulcis 28 direttori dell’istituto nazionale di fisica nucleare interessati al progetto Aria.

Venerdì mattina arriveranno alla Carbosulcis 28 direttori dell’istituto nazionale di fisica nucleare per prendere visione delle attività, degli impianti e del relativo sito in cui sono state installate le prime infrastrutture del progetto Aria, l’impianto pilota per eseguire i primi test, l’attrezzamento del pozzo di 300 metri.

Il progetto Aria è stato presentato il 24 luglio 2015 nella sala conferenze della Grande Miniera di Serbariu, a Carbonia.

L’obiettivo del progetto Aria è la separazione dell’aria nei suoi componenti fondamentali, elementi che trovano utilità in diversi ambiti di ricerca e applicazione. Uno di questi componenti, l’Argon-40, è un materiale pregiatissimo che permetterà lo sviluppo di una innovativa tecnica per la ricerca della materia oscura ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, progettata e realizzata dall’esperimento DarkSide, una collaborazione internazionale guidata dall’INFN, che vede la partecipazione di oltre trenta istituti provenienti da nove nazioni (Italia, Brasile, Cina, Francia, Polonia, Russia, Spagna, Svizzera, USA).

Altri componenti dell’aria, come l’ossigeno-18 e il carbonio-13, che, propriamente e completamente selezionati e isolati, sono anch’essi pregiatissimi in diversi ambiti di applicazione. Questi elementi hanno un mercato internazionale di grande rilievo – oggi di circa 200 milioni di euro, ha sottolineato Cristian Galbiati -, dal quale tuttavia l’Italia è attualmente esclusa. Materiali pregiati per la ricerca della materia oscura condotta dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) presso i laboratori nazionali del Gran Sasso. 

Grazie alle infrastrutture uniche della miniera di Monte Sinni, il progetto Aria permetterebbe di sviluppare un ciclo produttivo in grado di abbassare notevolmente i costi energetici di produzione di questi materiali speciali, rendendoli più accessibili e fruibili. In questo modo, Aria contribuirebbe ad aumentare la disponibilità di tecnologie avanzate per lo screening medico, incluse le tecniche diagnostiche per la lotta al cancro. Utilizzando per la separazione dell’aria strutture pre-esistenti, l’innovativo processo tecnologico comporterà inoltre un impatto ambientale nullo.

Per il Sulcis e la Sardegna si tratta di una scommessa per riconnettere ricerca scientifica e sviluppo locale, valorizzare gli importanti investimenti degli anni passati nelle infrastrutture minerarie del sottosuolo ed il lavoro dei lavoratori della Carbosulcis.

Alle 12.30, l’amministratore unico della Carbosulcis, ingegner Antonio Martini, illustrerà il progetto ai dipendenti Carbosulcis. Nel pomeriggio, i 28 direttori si recheranno a Cagliari, dove incontreranno il presidente della Giunta regionale, Francesco Pigliaru.

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