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A Berlino si parla sardo

La crisi economica, iniziata nell’ormai lontano 2008, ha colpito duramente l’Italia soprattutto nel settore produttivo e , quindi, di riflesso anche in quello occupazionale. Il tasso di disoccupazione italiano è, infatti, fra i più alti d’Europa, stabilizzatosi ormai da alcuni anni al 12%. Una delle regioni italiane più colpite dalla mancanza di lavoro è stata e continua ad essere la Sardegna, dove la crisi del settore industriale e manifatturiero ha avuto forti ripercussioni ad ogni livello del tessuto sociale. Per questo motivo molti giovani sardi da anni stanno intraprendendo la via del flusso migratorio italiano sia verso i paesi europei del nord sia verso altre parti del mondo (solo l'Argentina ha accolto 3.313 sardi, seguita da Stati Uniti e Australia). La nazione, però, che si presta maggiormente all’accoglienza sia di manovalanza non specializzata sia di giovane personale qualificato e laureato è la Germania con il suo tasso di disoccupazione fermo solamente al 5%. Senza conoscenze e senza saper come procedere nell’affrontare un trasferimento così importante i giovani sardi possono, infatti, appoggiarsi ed ottenere informazioni dai numerosi circoli culturali, istituiti dai conterranei stabilitisi in Germania e, nello specifico, nella multietnica metropoli berlinese. Fra questi centoventinove circoli vi è la pluripremiata associazione culturale Sardisches Kulturzentrum Berlin, fondata nel 1999 e finanziata dalla regione Sardegna sin dal 2001. Questa associazione collabora, infatti, con le università di Sassari e Bologna nel Programma Erasmus Placement. Fra le principali difficoltà, tuttavia, che un giovane italiano deve affrontare, trasferendosi in Germania, vi sono principalmente l’apprendimento della lingua ed il dispiego delle pratiche burocratiche. Per questo motivo, come sostiene Alessandra Porcu, presidente del circolo sardo di Berlino, molti giovani sardi sono disposti a svolgere in Germania lavori che non volgerebbero in Sardegna, sacrificando le proprie ambizioni e i propri titoli di studio conseguiti in patria. Fortunatamente le università popolari tedesche mettono a disposizione della popolazione immigrata programmi anche serali con corsi di 600 ore di lingua tedesca, facilitando così l’inserimento dei partecipanti nel mercato del lavoro e l’apprendimento basilare di una lingua straniera da molti considerata ostica. Per quanto concerne l’iter burocratico il circolo sardo di Berlino offre anche assistenza nella procedura di iscrizione all’Aire e nel conseguimento della carta rossa dell’igiene, indispensabile per risiedere in Germania. Quasi 1000 sardi, dunque, hanno messo radici nella capitale tedesca. Molti membri di questa numerosa comunità italiana svolgono ancora lavori inerenti al settore della ristorazione, proprio come all’inizio di questo processo migratorio, iniziato già negli anni ’50 del secolo scorso. Molti fra i giovani sardi, tuttavia, guardano alle start up berlinesi come la vera opportunità per il loro futuro professionale. Un esempio lampante sono, infatti, piattaforme “giovani” on-line come GoEuro, all’interno della quale spicca la figura del sardo Matteo Floris, Content Manager presso la start up berlinese. GoEuro vanta, pertanto, uno staff multiculturale in grado di acquisire una visione globale delle varie esigenze dei diversi mercati, grazie soprattutto alla conoscenza culturale e geografica dei paesi nei quali opera; o proprio Photocircle , start up coofondata dal ventiquattrenne sardo Francesco Laddomada, la quale consente l’acquisto di fotografie in formato digitale provenienti da tutto il mondo con un particolare occhio di riguardo per il sociale e la filantropia. Si può, dunque, proprio affermare che anche a Berlino si parla sardo.